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Inquinamento da Pfas, il Veneto chiede lo stato d’emergenza. Zaia: poteri straordinari e più fondi per realizzare nuovi acquedotti

Con una propria lettera, inviata in data 19 settembre 2017 al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e ai Ministri della Salute Beatrice Lorenzin, e dell’Ambiente Gianluca Galletti, (il giorno successivo alla nota del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute che respingeva la richiesta della Regione Veneto di fissare limiti nazionali per l’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche) il Presidente della Regione Veneto ha chiesto formalmente la deliberazione dello Stato di Emergenza, con poteri che implicano la gestione della situazione in forma commissariale, ha ribadito la richiesta di riduzione dei limiti a livello nazionale, e ha chiesto lo sblocco dei fondi statali (80 milioni) necessari alla realizzazione di nuovi acquedotti che permettano di portare acqua di buona qualità nelle zone colpite.

L’importante documento è stato reso noto oggi dallo stesso Governatore, all’indomani della decisione assunta, in totale autonomia, di ridurre i limiti di presenza dei Pfas nelle acque potabili del Veneto.

Nella lettera, il Presidente fa riferimento al “Documento di Sintesi Settembre 2016 – Giugno/Settembre 2017” sulla “Contaminazione da Sostanze Perfluoro Alchiliche”, dal quale risulta di tutta evidenza “che la situazione che si è delineata dai dati recentemente acquisiti, può essere affrontata solo con mezzi e poteri straordinari”.


D_Lettera-Gentiloni-Lorenzin-Galletti_19-Settembre.pdf

26 settembre 2017

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