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Pfas. Intervista a Barbara Degani: «Noi pronti, ma la Regione eviti spot». Il sottosegretario all’Ambiente “punge”: attendiamo il nuovo piano veneto che aggiorni i limiti per le acque

«Le risorse? Non partiamo da zero, il Piano per il risanamento dell’Alto Adriatico prevede fondi che potranno essere utilizzati anche per affrontare l’inquinamento da Pfas. Ma la Regione smetta di lanciare spot e si concentri sull’attività di programmazione». Parole di Barbara Degani, la padovana sottosegretario all’Ambiente, reduce da un lungo incontro a Vicenza con i sindaci coinvolti dall’emergenza.

Zaia quantifica tra i 500 e gli 800 milioni i costi del risanamento ma quali saranno le effettive disponibilità del Governo? «Ci sono tre ordini di questioni e vanno distinte per evitare confusione. Il versante giudiziario, cioè l’accertamento delle responsabilità civili e penali, che compete alla magistratura. La tutela della salute, che sta impegnando la sanità del Veneto, l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute. E poi il risanamento ambientale, che investe anzitutto le risorse idriche. Per questo stiamo valutando, insieme ai Consorzi, il ricorso a pozzi alternativi a quelli sottoposti a filtraggio, che hanno costi molto elevati, e anche l’afflusso di acqua “pulita” nelle zone contaminate attingendo all’Adige attraverso il canale Leb».

Insistiamo, quale sarà il budget finanziario disponibile? «Le risorse vanno agganciate ad atti concreti non possono essere richieste in astratto. Faccio un esempio: domani, il ministero finanzierà con 20 milioni la seconda tranche del risanamento del Fratta-Gorzone inquinato da residui conciari, ebbene, in presenza di una proposta concreta della Regione, sarebbe l’occasione per estendere l’utilizzo del fondi al versante Pfas».

Nella lettera al premier e ai ministri, Zaia annuncia la presentazione «a brevissimo termine di un programma di interventi strutturali e infrastrutturali». Sarà il banco di prova della sinergia tra Regione e Governo? «Certo che si, potremo finalmente valutare di quali misure si tratta. Nel frattempo, sollecito l’approvazione del nuovo piano regionale delle acque che aggiorni i limiti di qualità, l’assessore Bottacin ha promesso di sottoporlo all’attenzione della giunta nella prossima riunione».

Le tante persone colpite nella salute e nel portafogli dagli avvelenatori, non si accontenteranno di parole. «È giusto e lo sappiamo bene, perciò agiremo con i fatti».

Filippo Tosatto – IL Mattino di Padova – 10 maggio 2016 

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