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Pfas, nuovo esposto: «Chi ha sbagliato deve risarcire». Russo (Regione): verifiche epidemiologiche anche sugli stessi dipendenti dell’azienda Miteni

Pfas, esposto in procura dell’Ato Valle del Chiampo. E ieri davanti alla conferenza dei sindaci dell’Usl 6 di Vicenza la Regione ha annunciato una campagna di verifiche epidemiologiche su larga scala, di durata decennale: «Chiederemo, attraverso le Usl, anche agli stessi dipendenti dell’azienda Miteni di Trissino di sottoporsi agli esami del sangue e alle varie indagini, per confrontare i risultati» spiega Francesca Russo, del settore Promozione e Sviluppo Igiene e sanità pubblica dell’amministrazione regionale.

Ieri Giorgio Gentilin, sindaco di Arzignano e presidente del Consiglio di Bacino dell’Ato dell’Ovest Vicentino, che riunisce 13 Comuni, ha depositato in procura un esposto a nome dell’Ato in tema Pfas. Per l’Ato il danno alla falda «resta attuale», a causa del suo «rinnovarsi giorno per giorno e dalla contestuale assenza di interventi riparatori di ripristino da parte di Miteni Spa, fonte emissiva». I vertici dell’autorità di bacino criticano senza mezzi termini l’azienda: nel testo spiegano di essersi rivolti alla procura della Repubblica «considerato il netto rifiuto che Miteni Spa ha opposto alle richieste risarcitorie».

Intanto, ieri pomeriggio i sindaci dell’Usl 6, hanno incontrato Arpav, azienda sanitaria e il settore sanitario regionale. «Per far arrivare acqua “pulita” nel Basso Vicentino si ragiona sul rafforzare la portata del canale Leb, che prende acqua dall’Adige. Serviranno investimenti: è chiaro, però, che l’agricoltura dell’area non dovrà più utilizzare l’acqua dei pozzi privati per irrigare» hanno spiegato i tecnici Arpav. Mentre dalla Regione si annuncia, attraverso le Usl, una «valutazione attiva della popolazione vicentina. Tra l’altro – ha chiarito Russo – quanto fin qui rilevato mostra che i dipendenti della Miteni hanno in corpo elevate concentrazioni di queste sostanze: conforta il fatto che siano in salute, chiederemo loro tramite le Usl specifici esami del sangue».

I lavoratori, in realtà, nei giorni scorsi tramite le Rsu si erano già detti «disponibili a dare il proprio contributo in termini clinico-sanitari».

Sul caso Pfas ieri è intervenuto anche il presidente della Provincia Achille Variati. Per il quale vanno «chiusi i pozzi che pescano acqua da falde inquinate. Vanno costruite nuove condutture, serve un piano pluriennale di investimenti».

A. AL. – Il Corriere del Veneto – 13 maggio 2016 

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