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Pfas. La Regione individua le aree di esposizione. «La zona a maggiore impatto è più estesa di quanto si ipotizzava»

Veneto-Stemma-579x340Con la delibera 1517 del 29 ottobre, pubblicata sul Bur del 10 novembre, la Regione Veneto ha acquisito, in riferimento alla sorveglianza sulle sostanze perfluroalchiliche, le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità dell’agosto scorso sui valori di performance dei parametri “Altri tipi di Pfas” nelle acque destinate al consumo umano. Nella delibera inoltre vengono individuate le aree di esposizione per gli ambiti territoriali interessati dalla presenza di Pfas. «È una situazione che abbiamo ereditato – ha spiegato all’Arena Francesca Russo, dirigente Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della Regione – e il fatto che sia in corso da decenni fa sì che l’inquinamento si sia diffuso in un ampio territorio in maniera consistente. La cosa importante è che con questa delibera (che ha un allegato tecnico di 82 pagine, l’analisi integrata preliminare) è stata definita l’area della contaminazione, avviando nel contempo approfondimenti da compiere assieme agli enti locali».

«La zona a maggiore impatto – ha precisato ancora Russo – è sicuramente più estesa di quanto ipotizzavamo e questo rende necessario ricostruire in maniera più approfondita la filiera dell’approvvigionamento idrico del territorio: sia rete pubblica che pozzi privati»

Ma ha aggiunto: «Questo problema, che riguarda teoricamente 250mila cittadini, va affrontato, come stiamo facendo, da vari punti di vista, anche se il nostro primo obiettivo è quello di dare alla popolazione quelle condizioni di protezione che in passato non c’erano».

Tutto questo in attesa che arrivino i risultati dello screening sullo stato di salute della popolazione e delle valutazioni del monitoraggio sugli alimenti del territorio: studi ormai in fase di conclusione.

“L’esperienza integrata delle istituzioni pubbliche competenti con riferimento alla sorveglianza sulla diffusione delle sostanze perfluoroalchiliche in alcuni ambiti del territorio della Regione Veneto – recita la Dgr – ha rappresentato un modello pilota di azione interistituzionale e multidisciplinare, mirato all’obiettivo finale di tutelare la salute della popolazione, contenendo immediatamente l’esposizione alle sostanze e definendo un quadro sempre più accurato e rigoroso di conoscenza e definizione del problema”.

I tecnici regionali hanno ritenuto quindi opportuno di esplicitare il percorso che ha portato preliminarmente all’individuazione del territorio interessato dalla contaminazione delle sostanze perfluoroalchiliche nelle acque destinate al consumo umano, di cui la Regione del Veneto è venuta a conoscenza nel 2013 a seguito dello studio prodotto da IRSA-CNR nell’ambito di una specifica convenzione con il Ministero dell’Ambiente. Il percorso è stato costruito in collaborazione tra le strutture dei diversi soggetti istituzionalmente competenti. Da qui il documento che contiene l’analisi integrata preliminare delle aree di esposizione e primi indirizzi di Grading del rischio che è contenuto dell’allegato A.

Inoltre con la delibera in questione si procede all’acquisizione dei livelli di riferimento per i parametri “Altri Pfas” nelle acque destinate al consumo umano e dei valori di riferimento dei Pfas sui suoli, sulle acque sotterrane, così come indicati nei relativi pareri dell’Istituto Superiore di Sanità.

Di recente, con parere dell’11 agosto 2015 l’Iss ha indicato i livelli di performance per le acque destinate al consumo umano relativamente ai composti acido perfluorobutansolfonico (Pfbs) e acido perfluorobutanoico (Pfba) enucleati dalla somma “altri Pfas”. Secondo quanto espresso nel parere le concentrazioni nelle acque destinate al consumo umano di Pfba fino a 0,5 µg/L e di PFBS fino a 0,5 µg/litro, non configurano rischi per la salute umana. Mentre per quel che riguarda gli “altri Pfas” viene confermato il rispetto del valore di performance di 0,5 µg/litro e per Pfos e Pfoa vengono confermati i valori di performance già indicati. Tali indicazioni vengono pertanto acquisite, sottolineando che esse vanno applicate tenendo conto dell’intero contenuto del parere dell’Istituto Superiore di Sanità in quanto contesto di riferimento delle valutazioni in esso espresse.

Vai alla Dgr 1517 del 29 ottobre 2015

1517_AllegatoA_310181.pdf

Leggi il servizio dell’Arena del 22 novembre 2015

24 novembre 2015 (a cura ufficio stampa Sivemp Veneto)

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