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Pfas. Zanoni e Guarda: “La maggioranza boccia la nostra richiesta di monitoraggio approfondito e informazione. La catena alimentare rimane a rischio”

“Non ci sarà alcun monitoraggio puntuale della catena alimentare veneta per quanto riguarda la contaminazione da Pfas nelle province di Verona, Vicenza e Padova, utile per fare chiarezza anche su casi gravi balzati alle cronache nazionali. La maggioranza, compatta, ha deciso di bocciare la nostra richiesta di avviare una campagna approfondita per verificare la presenza di sostanze perfluroalchiliche, informando coltivatori, produttori e consumatori”.

Il riferimento, si legge nella nota del Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, è “all’emendamento, respinto, al Collegato di bilancio presentato insieme a Cristina Guarda della lista Alessandra Moretti Presidente, che prevedeva di destinare 400 mila euro per il 2017”.

“Il problema resta in tutta la sua evidenza, permane ancora incertezza sulla catena alimentare” aggiunge Zanoni, che così prosegue: “Sulla questione avevo già presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta quali fossero i controlli in vigore, anche alla luce di quanto emerso in una puntata della trasmissione televisiva ‘Le Iene’ andata in onda lo scorso ottobre e fatto un esposto al Tribunale di Vicenza. Nel servizio era stato sottolineato come dai rubinetti di 300.000 persone nelle province di Verona, Vicenza e Padova uscisse acqua inquinata da sostanze tossiche; allevatori e agricoltori avevano dichiarato l’utilizzo in determinati allevamenti di tacchini e di galline ovaiole di acqua da pozzo contaminata da Pfas, aggiungendo, poi, che i prodotti venivano venduti a un gruppo della grande distribuzione”.

“Con il nostro emendamento chiedevamo di stanziare risorse per un’analisi più approfondita delle matrici alimentari – conclude Zanoni – in modo da prevenire contaminazione e diffusione, avviando un’azione di informazione a 360 gradi, visto che quella attuale è stata insufficiente e poco chiara. Un passo necessario per tutelare la salute dei consumatori, veneti e non, e aiutare i produttori e l’economia locale. Ma la decisione della maggioranza va nella direzione opposta”.

19 dicembre 2016 

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