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Pfizer, vaccino efficace al 95% A giorni la richiesta a Ema e Fda. Completata l’ultima a fase dei test clinici  la domanda di autorizzazione per cominciare la distribuzione

Il Sole 24 Ore, Marco Valsania. Il vaccino sperimentale di Pfizer e BioNTech accelera: i risultati completi dello studio clinico mostrano un’efficacia del 95%, superiore al 90% stimato da esiti preliminari. E, dati alla mano, le aziende intendono «a giorni» chiedere l’autorizzazione alle autorità Usa (e Ue) per un uso d’emergenza che permetta l’iniziale distribuzione entro fine anno. Un secondo vaccino con simile tecnologia, l’Rna messaggero che genera la risposta immunitaria, è stato sviluppato dalla biotech Moderna e iniziali riscontri hanno pure riportato un’efficacia del 95%.

Pfizer e la tedesca BioNTech hanno ora rivelato che 170 volontari, su un totale di quasi 44.000 coinvolti nello studio, hanno contratto il Covid-19 riportando almeno un sintomo: ben 162 avevano però ricevuto un placebo, solo 8 le due dosi richieste dal vaccino. Dei dieci casi più gravi di Covid, inoltre, ben 9 avevano ricevuto il placebo. Non basta: l’efficacia, hanno aggiunto le aziende, è stata dimostrata per ogni fascia di età e caratteristiche etniche o razziali: in particolare per la popolazione oltre i 65 anni, la più vulnerabile, è stata almeno del 94 per cento.

La sicurezza del vaccino è stata dedotta dall’esame di ottomila volontari per un periodo di due mesi, come richiesto delle authority della Food and Drug Administration. Pfizer ha in tutto dati sulla sicurezza relativi a 19.000 pazienti, ma l’analisi deve essere ancora ultimata. I maggiori effetti collaterali comparsi sono stati affaticamento, nel 3,7% dei casi e emicranie nel 2 per cento. Le altre incognite da risolvere riguardano la durata dell’immunità, da valutare seguendo i pazienti per due anni, e l’effetto sui bambini con appositi studi.

La Fda aveva stabilito un criterio di efficacia minima del 50% per approvare un vaccino, che Pfizer e BioNTech come anche Moderna hanno superato. L’ente federale analizzerà adesso i dati affiancato da una commissione esterna per decidere sul varo d’urgenza, una procedura di alcune settimane. Le sfide, tuttavia, non finiscono qui: in gioco è la produzione di adeguate quantità di dosi e la loro distribuzione. Pfizer potrebbe produrne 50 milioni entro l’anno, per metà destinate agli Usa, e poi 1,3 miliardi nel 2021. Il suo vaccino richiede temperature molto basse, -70 gradi Celsius, per essere conservato e l’azienda ha dovuto preparare speciali contenitori da 1.000-5.000 dosi. Una campagna di vaccinazione sarà aiutata negli Usa dalla scelta di offrirlo gratuitamente dopo che Pfizer e BioNTech hanno raggiunto un accordo da 1,95 miliardi con il governo per cento milioni di dosi. E con le infezioni in aumento, gli americani sembrano più propensi ad accettare il vaccino, il 58% degli interpellati da Gallup dal 50% di settembre. Ma i ritardi nella transizione tra l’amministrazione Trump e il governo di Joe Biden minacciano di creare nuovi ostacoli nei piani di lotta al virus.

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