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Piano nazionale di controllo della salmonellosi negli avicoli per l’anno 2014. Dal Ministero obiettivi e ambiti di applicazione

polli 2 nuoviIl Ministero della Salute ha diffuso il Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli per il 2014. Le misure del piano, predisposto in collaborazione con il Crn Salmonellosi e il Covepi, sono state approvate dalla Commissione Europea con Decisione 2013/722/UE. Il Piano è attuato sull’intero territorio nazionale ed ha per oggetto i gruppi di avicoli delle seguenti specie e orientamenti produttivi: riproduttori Gallus gallus; ovaiole Gallus gallus; polli da carne Gallus gallus; tacchini da riproduzione; tacchini da ingrasso.  Sono esentati dall’obbligo di applicazione del piano solo i gruppi di allevamenti con capacità strutturale inferiore a 250 capi nel quale gli avicoli sono allevati per il consumo domestico privato, fatta salva la fornitura diretta di piccole quantità di prodotti primari, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del Regolamento 2160/2003.

L’applicazione del Piano per tali allevamenti, qualora il Servizio veterinario valutando l’analisi del rischio, lo ritenga opportuno, prevede la predisposizione di un piano d’autocontrollo adeguato alla realtà aziendale, con informazioni semplificate concordate col Servizio veterinario stesso.

Le attività di controllo e monitoraggio sono finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo comunitario di riduzione della prevalenza dei sierotipi rilevanti nei gruppi di avicoli all’1% o meno per i riproduttori e polli da carne Gallus gallus; all’1% o meno per i tacchini da riproduzione e da ingrasso; almeno del 10% rispetto alla prevalenza rilevata nell’anno precedente, nei gruppi di ovaiole Gallus gallus. Il più recente dato a disposizione, che si riferisce all’anno 2012, indica una prevalenza di gruppi positivi a sierotipi rilevanti in questa categoria pari a 3,36%. Il Piano si basa sullo schema di monitoraggio stabilito dalla normativa europea.

Autocontrollo aziendale

Il responsabile dell’allevamento redige il proprio piano di autocontrollo aziendale. Il piano di autocontrollo aziendale è firmato dal detentore/proprietario degli animali e dal veterinario aziendale referente che ne assume formalmente l’impegno di gestione. Il piano è presentato al Servizio Veterinario (SV), che lo approva previa eventuale richiesta di modifiche o integrazioni. Copia del piano di autocontrollo approvato deve essere conservata, oltre che dal responsabile dell’azienda, anche dall’Autorità Competente (a livello centrale la DGSAFV, Ufficio II, a livello locale i Servizi Veterinari).

Controllo veterinario sistematico

Il Servizio veterinario effettua sistematicamente controlli su tutti gli allevamenti di avicoli sottoposti al piano, al fine di verificare il rispetto di quanto previsto dal piano stesso. Le verifiche sui Piani di autocontrollo aziendali riguardano la completezza ed eventuale necessità di aggiornamento. Le ispezioni e le visite sono finalizzate ad accertarne l’applicazione corretta, in particolare prevedono il controllo del rispetto delle norme di biosicurezza e delle misure igieniche; dei campionamenti in autocontrollo, incluso il rispetto delle frequenze, dei metodi e dei rapporti di prova dei laboratori, nonché dei tempi intercorsi tra prelievo, inizio analisi e comunicazione dell’esito. Inoltre è verificata la corretta detenzione della Documentazione tenuta presso le aziende (Allegato 2). La frequenza, almeno annuale delle ispezioni e visite, è modulata caso per caso, secondo la valutazione del rischio. Per la valutazione del rischio, il SV considera più parametri, anche in base a specifiche linee guida regionali.

Indagini di laboratorio

Le indagini di laboratorio condotte nell’ambito dei controlli ufficiali sono eseguite dai Laboratori degli IZS, accreditati in accordo alla versione più recente della norma ISO 17025.I campioni di autocontrollo sono prelevati sotto la responsabilità del veterinario aziendale e sono esaminati presso il laboratorio indicato nel piano di autocontrollo approvato dal SV. Le indagini di laboratorio condotte nell’ambito dell’attività di autocontrollo possono essere eseguite anche da laboratori privati, che devono essere accreditati in accordo alla versione più recente della norma ISO 17025.

Le analisi sui campioni di cui al Piano hanno carattere di priorità, poiché agli esiti analitici è legata l’applicazione di misure sanitarie. Pertanto i laboratori garantiscono risposte analitiche nel tempo più breve possibile, con indicazione dell’assenza o presenza di Salmonella spp. e, in tal ultimo caso, del sierotipo. I risultati devono essere comunicati il più rapidamente possibile al richiedente l’analisi.

Indagine epidemiologica

L’indagine è eseguita dai Servizi veterinari. Essa è volta a determinare le possibili origini e vie di diffusione dell’agente eziologico, attraverso l’esame delle movimentazioni in entrata e uscita degli animali, alimenti, attrezzature; evidenziare eventuali correlazioni di altri allevamenti con quello del gruppo positivo; verificare l’idoneità delle misure di biosicurezza presenti; raccogliere informazioni relative ad eventuali vaccinazioni, con indicazione del tipo di vaccino utilizzato.

Lo schema di vaccinazione

Lo schema di vaccinazione è scelto dal veterinario d’azienda, rispettando le indicazioni di posologia, vie e modalità di somministrazione riportate nel foglietto illustrativo del vaccino.

Positività

 In caso di riscontro di sierotipi non rilevanti a seguito di campioni ufficiali in allevamento, il Servizio veterinario di competenza, in collaborazione con il veterinario aziendale, deve condurre una indagine epidemiologica al fine di verificare l’efficacia delle misure finalizzate a impedire l’ingresso e la diffusione di salmonelle all’interno dell’allevamento. Nel caso in cui nel medesimo allevamento, anche a seguito dell’applicazione di misure aggiuntive, siano isolate, in campionamenti successivi, salmonelle non rilevanti, andrà aggiornata l’indagine epidemiologica già effettuata.

In caso di riscontro di Salmonelle Enteritidis e Typhimurium in allevamento, il Servizio Veterinario esegue un’accurata IE, i cui risultati devono essere inseriti in SIMAN.

Per gruppi positivi a S. Infantis, Hadar e Virchow, il Servizio Veterinario deve eseguire un’accurata indagine epidemiologica al fine di verificare l’efficacia delle misure di biosicurezza finalizzate a impedire l’ingresso e la diffusione di salmonelle all’interno dell’allevamento. Sulla base dei risultati, il Servizio può decidere di intensificare la frequenza dei controlli ufficiali in allevamento e richiedere modifiche e/o integrazioni delle misure di biosicurezza.

Antibioticoresistenza e antimicrobici

 Per ogni campione ufficiale positivo a qualsiasi sierotipo di salmonella, almeno una colonia deve essere inviata dagli Izs competenti per territorio al CRN per l’Antibioticoresistenza per l’analisi del profilo. L’uso di antimicrobici per il controllo delle salmonelle nel pollame è vietato, tranne che nei casi eccezionali di cui all’articolo 2 del Regolamento (CE) 11771/2006, in presenza di autorizzazione dell’Autorità competente e con la supervisione della DGSAF e del CRN per le Salmonellosi.

Qualifica sanitaria

La qualifica sanitaria “accreditato per il controllo della salmonellosi” è attribuita dal Servizio veterinario agli allevamenti se il Piano è correttamente attuato e se gli esiti dei campionamenti non hanno evidenziato sierotipi rilevanti.

Rendicontazione

I risultati del piano e ogni altra informazione rilevante sono utilizzati per soddisfare i debiti informativi nazionali con la Commissione Europea. La reportistica pubblica di compendio sull’attività del Piano, con i dati di riepilogo aggiornati presenti in SIS per ciascun territorio regionale, è visionabile sul portale internet ww.vetinfo.sanita.it – settore zoonosi – “Piano nazionale salmonellosi”.

27 gennaio 2014 

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