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Piano nazionale prevenzione. Accordo per prorogare fino a tutto il 2019 quello già in vigore. Ecco l’intesa Stato-Regioni

Rilanciare meccanismi e impostazione del Piano nazionale per la prevenzione 2014-2018 è questo lo schema di intesa che approda in Stato-Regioni e su cui i governatori si sono già espressi positivamente. Previsto poi un attento monitoraggio dello stato di attuazione a livello regionale. LO SCHEMA DI INTESA.

E’ estesa al 31 dicembre 2019 la vigenza del Piano Nazionale della Prevenzione  2014-2018. delle Azioni centrali  di supporto e dei  Piani  Regionali della Prevenzione (PRP) e sono confermati  i Quadri logici centrali: macro obiettivi. fattori di rischio/determinanti, strategie. obiettivi centrali, indicatori centrali.

A rilanciare l’attuale meccanismo e l’attuale impostazione del Piano nazionale per la prevenzione è lo schema di intesa approvato in Stato-Regioni.

Per quanto riguarda i piani regionali, l’intesa, e i suoi allegati, prevedono la misura annuale del livello di avanzamento dei programmi verso il raggiungimento degli obiettivi, attraverso lo scostamento tra valori osservati e standard degli indicatori sentinella. Poi anche di documentare e valutare attraverso i relativi indicatori il livello di raggiungimento degli obiettivi centrali, a conclusione del periodo di riferimento del Piano nazionale.
L’intesa stabilisce che almeno l’80% di tutti gli indicatori “sentinella” di tutti i programmi  può presentare uno scostamento  tra valore osservato  e standard non superiore  al 20 per cento. La rendicontazione deve essere confermata dalla  documentazione dei  valori  osservati  regionali  per tutti  gli indicatori centrali.

La  rimodulazione:
a) tiene conto della rendicontazione e della valutazione dell’avanzamento dei PRP “verso gli obiettivi concordati e i relativi risultati attesi e dell’eventuale mutamento del contesto nazionale e di quelli regionali”, fermo restando ii Quadro logico centrale e sulla base degli ultimi dati a disposizione del ministero della Salute e delle Regioni circa i valori raggiunti degli indicatori centrali e ii loro trend verso gli standard fissati, a livello centrale e regionale;
b) è supportata  da  evidenze  e  adeguatamente   motivata,  con  specifico  riferimento  ai contenuti,  alle  finalità  originarie  e al  processo  che caratterizzano  il/i  programmai  a cui fa riferimento;
c) non modifica ii Quadro logico regionale, ovvero il numero, la denominazione e gli obiettivi dci programmi contenuti  nei PRP;
d) può prevedere di:
1. completare,  ridefinire  azioni e progetti,  relativamente  ai  programmi   per   i  quali le Regioni prevedono di non raggiungere  entro  ii  2018  obiettivi  e  standard fissati:
2. confermare o rnigliorare, in termini di estensione territoriale, di destinatari. quantitativi e/o qualitativi, le azioni e i relativi indicatori e standard, relativamente ai programmi per i quali le Regioni prevedono di raggiungere entro ii 2018 obiettivi e standard fissati. fatte salve le azioni che prevedevano obiettivi formali già raggiunti c non ripetibili;
3. modificare indicatori Sentinella o altri indicatori individuati nell’ambito de] sistema di monitoraggio del PRP correggendo refusi, errori materiali, rnodalità di calcolo e rimodulando   gli   indicatori per renderli più   specifici    rispetto all’ intervento che intendono monitorare, in termini sia di processo, sia di proxy de! risultato atteso. sia di  misura  dell’evoluzione dell’intervento  verso il  raggiungimento dell’obiettivo.

Possono poi introdurre ex novo indicatori relativamente ad azioni per le quali non sono stati individuati, ma che si ritengono significativi in termini di impatto sul programma e di raggiungimento degli obiettivi e ridefinire azioni rispetto a percorsi di ri-orientamento e miglioramento delle stesse che derivano dalla realizzazione di progetti CCM di supporto.

Quotidiano sanità – 22 dicembre 2017 

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