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Piemonte. Falsi medici del lavoro controllavano aziende, cinque a giudizio

Sotto accusa per esercizio abusivo della professione dirigenti e collaboratori del centro Medilav di Moncalieri, società con filiali in altre regioni italiane

Le indagini sono cominciate due anni fa, quasi per caso, quando i tecnici del servizio di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asl To5 sono incappati in un forum on line, dove si esprimevano forti perplessità sui controlli sanitari eseguiti dalla Medilav, società con filiale a Moncalieri e in altre regioni italiane, specializzata in medicina del lavoro.

Gli ispettori hanno scoperto che un solo medico, coadiuvato da un’impiegata e da alcuni consulenti, avrebbe dovuto verificare l’idoneità di un migliaio di lavoratori. «E la cosa – dice direttore del servizio, Oscar Argentero- ci è sembrata molto strana».

ei giorni scorsi il pm Raffaele Guariniello ha chiesto la citazione a giudizio di cinque imputatii: il direttore sanitario, Carmelo Nucera, il fratello Salvatore, un altro parente, Mario Nucera, responsabile della sede di Moncalieri e due collaboratori.

Sono tutti accusati di concorso in esercizio abusivo della professione, in quanto hanno consentito a due collaboratori non «laureati in medicina» di svolgere attività specializzate in provincia di Torino.

Il direttore sanitario, residente a Messina, deve rispondere anche di falso, perché «attestava falsamente di aver eseguito atti» come visite mediche e sopralluoghi in ditte che in realtà aveva compiuto il fratello Salvatore, medico di base ma non del lavoro. Anche a quest’ultimo il pm contesta il falso, perché avrebbe «sottoscritto» i certificati di idoneità e sorveglianza sanitaria «con grafia atta a imitare quella del fratello» Carmelo e utilizzando il suo timbro.

Medilav è una società con una rete di centri e con clienti illustri: aziende, scuole – il Pininfarina di Moncalieri – ed enti pubblici, come la Provincia di Cuneo. «Le contestazioni della procura – dice Roberto Longhin, avvocato difensore – non ci preoccupano. Gli accertamenti di carattere strumentale, ad esempio le spirometrie e gli elettrocardiogrammi, vengono di solito delegate a collaboratori qualificati, mentre i referti vengono fatti dai medici competenti.

La norma che regola la materia non prevede che il medico faccia tutto, dall’A alla Z. La stessa cosa vale in altri settori, come la medicina dello sport». E aggiunge: «Purtroppo paghiamo l’invidia di qualche centro concorrente».

La Stampa – 18 febbraio 2013

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