Sei in:

«Poca sicurezza per chi lavora in Usl 6». «Ambienti insalubri e ristretti, attrezzature malfunzionanti e carichi di lavoro sempre più pesanti»

Ambienti insalubri, mancanza di medici competenti, esposizioni accidentali, carenza di personale e altissimi livelli di stress: è un elenco di disagi impietoso quello che la Cisl Fp intende sottoporre alla Direzione dell’Usl 6 Euganea in occasione del tavolo sulla Sicurezza convocato per il 15 maggio. Il tavolo, chiesto dai sindacati ancora a dicembre, è stato convocato dopo che la scorsa settimana, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale di comparto dell’Euganea, il Prefetto di Padova Renato Franceschelli ha convocato Direzione dell’Usl e rappresentanti dei lavoratori per sbloccare le trattative. «Quella della sicurezza sul posto di lavoro è una questione cruciale» sottolinea Fabio Turato, rappresentante Cisl, «il tema intercetta molti altri problemi: la sicurezza del lavoratore e luoghi di lavoro adeguati sono strettamente connessi alla sicurezza del paziente e alla qualità dei servizi». Via dunque al lungo elenco di doglianze: «In materia di sorveglianza sanitaria» rivela Turato, «in una azienda con 7500 dipendenti continuamente esposti a rischio, contiamo solo tre medici competenti, che riescono a garantire solo le visite per i neo assunti e con grandi difficoltà quelle periodiche obbligatorie. Chi rientra dalle malattie lunghe deve mettersi in ferie per aspettare l’appuntamento del medico e poter rientrare al lavoro». Molte le conseguenze nefaste della carenza di personale: «I reparti di Medicina e le Geriatrie in tutti gli ospedali dell’Euganea scontano mediamente tre unità di personale in meno a regime e i carichi di lavoro che ne conseguono espongono i lavoratori a fortissimi livelli di stress» denuncia la Cisl, «e questo vale in reparto, dove il 30 per cento di infermieri e operatori ha limitazioni funzionali certificate, quanto negli uffici e nei Distretti, dove il personale amministrativo cessato non viene sostituito e chi è in servizio è costretto a turni forzati e a correre tra una sede e l’altra per coprire emergenze e scadenze».Secondo il sindacato sono alle strette anche gli infermieri dell’assistenza domiciliare: per far fronte all’aumento dei servizi richiesti, l’Usl ha dilatato l’orario su tutta la settimana, ma l’organico non è stato rimpinguato. «Un altro aspetto fondamentale in tema di sicurezza» aggiunge Turato, «non abbiamo alcuna evidenza formale sulle esposizioni accidentali a liquidi biologici. Stimiamo che siano almeno 160 i casi all’anno ma molti non vengono nemmeno denunciati. Riteniamo sia doveroso indagare le cause, capire se sono legate alla fatica, a un deficit formativo o alla carenza di dispositivi di sicurezza». In tema di attrezzature la Cisl allunga l’elenco di problemi: «Mancano sistemi adeguati per la movimentazione dei pazienti. A titolo di esempio, nella piastra operatoria dell’ospedale Sant’Antonio i letti operatori sono mal funzionanti e in quella di Cittadella abbiamo più volte segnalato la necessità di barelle motorizzate». Infine il capitolo infrastrutture: «I lavoratori all’ospedale dei Colli» continua la Cisl, «ci segnalano ambienti con infiltrazioni di acqua, maleodoranti e impregnati di umidità con presenza di muffe, poco salubri per loro e per l’utenza. E non se la passano meglio gli spogliatoi dei diversi ospedali che scontano spazi ristretti e persino armadietti fuori norma». «Di fronte a una simile situazione» conclude Turato, «è necessario che la sensibilità per le condizioni di lavoro per la sicurezza dei lavoratori diventino un patrimonio sostanziale dell’Usl Euganea». (Elena Livieri)

IL MATTINO DI PADOVA – Lunedì, 16 aprile 2018

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top