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Pordenone. La popolazione di cinghiali decimata dalla salmonellosi. Diminuzione dell’80% in due anni

Diminuzione dell’80%. La malattia si è diffusa a causa di esche realizzate con cibi avariati. Il ritorno del lupo in provincia: sbranati otto pecore e un cerbiatto in Val Tramontina

di Giulia Sacchi. Negli ultimi due anni, sul territorio provinciale, la presenza di cinghiali è diminuita di circa l’80 per cento. All’origine del calo demografico di questa specie – incubo di agricoltori e allevatori, ma preda ambita dai cacciatori – la salmonellosi. Stando al parere degli esperti, la malattia si sarebbe diffusa a causa dello spargimento di foraggiamento improprio. In poche parole, per attirare i cinghiali sarebbero state sparse sui terreni esche realizzate con cibi avariati. La specie, comunque, come precisano i forestali, col tempo può diventare immune alla malattia. Ma la preoccupazione dei cacciatori resta elevata: il calo dei capi è sempre più consistente e la possibilità di un ripopolamento oggi appare remota.

Le ultime segnalazioni di cinghiali morti per salmonellosi risalgono alla scorsa estate, quando una decina di capi deceduti era stata rinvenuta nell’arco di poche settimane nelle campagne tra i comuni Spilimbergo e Pinzano al Tagliamento. Diversi ritrovamenti erano stati effettuati anche nella Pedemontana avianese, alla vigilia dell’apertura della caccia.

La malattia si era diffusa rapidamente, estendendosi quindi dall’area di Aviano e Polcenigo allo Spilimberghese. La salmonellosi, comunque, non è dannosa per l’uomo, se le carni degli animali cacciati vengono conservate e consumate con criterio. Ciò significa consumare le carni soltanto dopo completa cottura, in quanto la salmonella viene completamente inattivata alle alte temperature, evitando di consumare carni crude o poco cotte e anche preparati da stagionare, perché la procedura di “invecchiamento” non elimina il patogeno. Le autorità competenti ricordano che, nel caso in cui si rinvengano cinghiali morti, è opportuno avvisare la polizia provinciale.

Se da un lato i cinghiali diminuiscono, aumentano invece i cervi e negli ultimi tempi si sta registrando anche un’avanzata dei lupi. L’ultimo avvistamento risale alle scorse settimane, in Val Tramontina, dove una coppia di animali ha fatto razzia di pecore. I segnali della presenza di questa specie erano già stati scoperti lo scorso anno (nel luglio 2013 si sono verificate pure alcune predazioni di pecore sulle Prealpi Carniche pordenonesi), ma poi avevano fatto perdere le loro tracce. I due animali, lui balcanico e lei italiana, hanno sbranato otto pecore e un cerbiatto nella zona di Campone, in comune di Tramonti di Sotto. Le carcasse degli animali uccisi sono state trovate a poca distanza da un’abitazione.

La notizia aveva messo in allarme la popolazione, ma gli animali – che sono stati battezzati Lasko e Silvia – non dovrebbero creare problematiche né a escursionisti né a residenti, in quanto si tengono ben distanti dall’uomo. Questi avvistamenti, sottolineano gli esperti, sono di straordinaria importanza scientifica, in quanto testimoniano la biodiversità presente nelle aree della provincia, nel caso specifico della Val Tramontina, dove alcuni anni fa è stata segnalata anche la presenza di orsi.

Il Messaggero Veneto – 25 agosto 2014 

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