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Pordenone. Sindaco: «Comune, basta metà personale, ma non posso cacciarli»

Il primo cittadino auspica «investimenti in tecnologia in modo da ridurre il costo del lavoro ma poi servono ammortizzatori»

PORDENONE – «In Comune basterebbe metà del personale, ma non posso liberarmene». La dichiarazione è del sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti davanti a una platea di un centinaio di giovani imprenditori durante l’incontro al Pn Box su imprenditoria e occupazione. Una dichiarazione che ha fatto sobbalzare più di qualcuno.

«Ho detto – precisa il sindaco – che anche nelle pubbliche amministrazioni ci sarebbe lo spazio per politiche di risparmio sul personale. Se soltanto ci fosse la volontà di forti investimenti in tecnologia e in processi di organizzazione del lavoro che abbisognano di meno personale. L’altro grave problema che non consente azioni di risparmio di questo tipo è che non ci sono forme di protezione e ammortizzatori sociali per gestire gli eventuali esuberi che negli enti pubblici inevitabilmente ci sarebbero». Insomma, basterebbe la metà del personale (gli addetti sono oltre 500 a Pordenone) ma non c’è né la tecnologia né la cassa integrazione per poterselo permettere.

«Non ce l’ho – precisa ancora Pedrotti – ovviamente con gli addetti, nulla da condividere con le affermazioni di qualche tempo fa dell’ex ministro Brunetta sui fannulloni. È un problema di investimenti nazionali in modernità ed efficienza della pubblica amministrazione». Pedrotti con in mano lo smartphone bianco su cui ha annotato tutti gli argomenti trattati dalla serata, organizzata da “Oggi Pordenone”, ha ringraziato che per una volta non si è parlato dell’ospedale, la sua spina nel fianco. «Ho investito – aveva anche detto – nello sportello unico, lo sto facendo nella razionalizzazione della parte dei tributi e cercherò di fare una petizione affinché ogni norma regionale venga implementata dal punto di vista informatico, affinché si possano comprendere le procedure».

Allo stadio attuale, non esiste un «business model», come lo definisce il primo cittadino, per poter verificare le inefficienze e i punti di forza dell’amministrazione comunale, uno strumento innovativo come quello che l’Ascom propone gratuitamente per un anno ai propri associati affinché possano capire dove stanno i “buchi neri” e, dove, invece, i margini per un miglioramento in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. E sul tema non manca la curiosità. Era il novembre del 2001, Sergio Bolzonello era all’inizio del suo primo mandato. Sempre a un convegno della piccola impresa. «Anche a noi la libertà di licenziare – sbottò Bolzonello -. Mi sono accorto che nel nostro piccolo comune ci sono delle sacche di inefficienza e di improduttività che non riesco a eliminare, io saprei come fare ma abbiamo le mani legate». Dodici anni dopo – ma in uno scenario da profonda crisi economica – lo stesso identico concetto è espresso dal sindaco Pedrotti.

 Il Gazzettino – 24 marzo 2013

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