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Pordenone. Stalla troppo “affollata”: accordo tra Ass e allevatore

Si è chiusa positivamente la vicenda della stalla della ditta Mason di Giovan Battista De Biasio in cui venivano allevati capi in eccesso rispetto ai limiti imposti dalla nuova normativa sul benessere animale.

«L’ultimo sopraluogo dei veterinari dell’Ass6 – fa sapere il sindaco Corrado Della Mattia – ha confermato che si è ottemperato alle richieste, traferendo i 75 bovini in esubero in una stalla di San Leonardo Valcellina. E’ questo un esempio – aggiunge – di collaborazione tra il servizio veterinario dell’Ass6, nella persona della dottoressa Elisabetta Argentieri, la giunta comunale e il privato, assistito dall’avvocato Alberto Cassini». L’azienda aveva chiesto e ottenuto dall’Ass6 una proroga rispetto alla data del 26 luglio, per trovare una soluzione ed evitare la sanzione. «Non c’è mai stata da parte nostra la volontà di punire – spiega il sindaco – né da parte del privato di non rispettare la legge. Ciò ha permesso di lavorare insieme per la tutela degli animali, riducendo il danno imprenditoriale».

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Stalla non adeguata al numero di capi: chiesta una proroga

SAN QUIRINO. Una proroga nei tempi concessi per consentire all’agricoltore di trasferire il bestiame in eccesso e avviare i lavori di ampliamento della stalla. E’ quanto l’avvocato Augusto Cassini,…

Una proroga nei tempi concessi per consentire all’agricoltore di trasferire il bestiame in eccesso e avviare i lavori di ampliamento della stalla. E’ quanto l’avvocato Augusto Cassini, con una lettera inviata al servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale e, per conoscenza, al sindaco Corrado Della Mattia, chiede per il suo assistito, l’allevatore di San Quirino nella cui stalla i veterinari dell’Ass6 hanno riscontrato la presenza di un centinaio di bovini in più rispetto a quanto consentito dalla legge sul benessere animale. L’Ass aveva dato tempo fino al 26 luglio prima di far scattare l’ordinanza del sindaco di ridurre il numero di capi, pena sanzioni tra i 60 mila e i 310 mila euro. «La controparte – ha riferito Della Mattia – aveva già fatto sapere che stava provvedendo, e con la lettera del suo legale conferma la volontà di sanare la situazione. E’ una decisione che spetta ai veterinari, ma credo che ci sia la buona fede per concedere una proroga sui tempi iniziali». Il legale informa che l’allevatore sta trattando per il trasferimento dei capi in esubero in un’altra stalla, che ha effettuato i previsti trattamenti moschicidi e che progetterà la ristrutturazione della stalla per ampliarne la capienza secondo legge. Attualmente, l’allevatore ha 285 capi di bestiame, un centinaio in più rispetto a quanto consentito dalla nuova legge, che disciplina anche gli spazi imponendo che vi siano 6 mq di superfice minima per ogni capo. (mi.bi.)

Guai per la stalla troppo affollata. San Quirino, ordinanza del sindaco a un allevatore: o rimedia o è multa

Rischia sanzioni di qualche migliaia di euro per ciascun capo di bestiame superiore per numero a quello consentito dalla nuova normativa sul benessere animale, l’allevatore di San Quirino che, giorni fa, è stato segnalato dal servizio veterinario dell’Azienda sanitaria. Nella sua stalla vi sono circa cento bovini in più, sui 285 totali, rispetto a quanto consentito dalla nuova legge che disciplina, tra l’altro, lo spazio in cui vengono custoditi gli animali. Quest’ultima impone che per ciascun capo vi siano almeno 6 mq di superfice interna e 8 mq all’esterno. «Il caso – riferisce il sindaco Corrado della Mattia – era all’attenzione del servizio veterinario già dall’autunno scorso. Nel sopralluogo effettuato di recente si è verificato che l’allevatore non aveva ancora provveduto a mettersi in regola. Da qui la richiesta dell’Ass al sindaco di emettere un’ordinanza se entro giovedì 26 luglio il privato non abbia trovato una soluzione».

Due le ipotesi per evitare ordinanza e sanzioni: «So che l’allevatore – fa sapere il sindaco – sta cercando una stalla in un comune vicino dove traferire temporaneamente i bovini in eccesso. Successivamente, o ne riduce il numero o dovrà ingrandire la stalla». Al momento, si tratta dell’unico caso simile riscontrato sul territorio comunale di San Quirino rispetto a questa normativa, entrata in vigore lo scorso anno. Per l’allevatore di San Quirino è una corsa contro il tempo. «L’Ass – osserva il primo cittadino – è stata perentoria. Non possiamo andare oltre giovedì». Sul caso della stalla privata, così come del rispetto del divieto sindacale in vigore dal 2005 di spargimento della pollina, si è discusso ieri mattina in municipio in un vertice tra Ass6, forestale, polizia locale e carabinieri convocato dallo stesso Della Mattia.

27 agosto 2012

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