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Pranzo di Natale per lupi in Lessinia. Sbranati due capi. Un manzo divorato a metà mentre dell’altro animale sono rimasti solo i resti. In un anno ne sono stati uccisi 67 in tutta la zona

Scorribanda dei lupi nella notte di Natale in contrada Spillichi di San Mauro di Saline, nel grande allevamento della famiglia Varalta. Nella stalla erano ospitate 400 fra vacche da latte e manze e una ottantina di queste erano nel recinto all’esterno della stalla, II branco, si è trattato sicuramente di più esemplari, è entrato nel recinto provocando un grande scompiglio come confermato dai rilievi della Forestale di Bosco Chiesanuova.

«Ho sentito i cani abbaiare di notte, ma  lo fanno spesso e non ho pensato ai lupi», riferisce Maurizio Varalta, che conduce l’azienda con il fratello e il figlio Stefano, «mala mattina di Natale mi hanno chiamato avvisandomi che c’erano delle nostre manze in località Bettola di Velo. Abbiamo visto il recinto devastato e siamo andati alla ricerca delle bestie. Ne abbiamo recuperate 18 delle venti che mancavano alla conta. Una l’abbiamo trovata in seguito consumata per metà aun chilometro e mezzo dalla stalla l’altra è stata trovata a pocva distanza completamente sbranata», aggiunge. Il suo allevamento non è nuovo ad attacchi dei lupi, ma è la prima volta che capita a una quota così bassa (800 metri) e praticamente in stalla. «Portiamo le vacche in alpeggio a Malga Scortighere di Mezzo che è nella Lessinia trentina. li tre anni fa c’era stato un attacco dove abbiamo perso nove capi, ma ce ne sono stati riconosciuti solo sei perché una l’abbiamo trovata solo dopo molti giorni e non si poteva più verificare che fossero stati i lupi e altre due erano cadute in un dirupo. Poi lo scorso luglio un altro attacco dei lupi, sempre in alpeggio alle Scortighere, ci ha causato la morte di due capi, un vitellino appena nato e una vacca gravida». Il nuovo attacco è avvenuto a circa mezzo chilometro dalle abitazioni dei proprietari e la zona che è fra San Mauro e Rovere, non è nuova alle presenze dei lupi: ne hanno fatto le spese due manzette di 14 mesi. L’ultima predazione certificata che ha preceduto quella della notte di Natale era stata il 9 dicembre in località Spina di Rovere sempre di una manzetta mentre tre asini, uno ucciso e due feriti ne erano stati vittime a Balestre di Erbezzo a inizio mese. Di un altro asinello, di cui si sono occupati i media, non è stata invece denunciata la scomparsa perché l’animale gravida e prossima al parto di una coppia di gemelli non era regolarmente registrato dal proprietario all’anagrafe veterinaria dell’ulss 20. L’animale aveva appena partecipato alla serata di festa di Santa Lucia vicino a Badia Calavena.

E sempre in questo ultimo periodo è stato sbranato un cagnolino di compagnia uscito dalla sua casa di San Mauro di Saline. «Oramai questi predatori vengono a mangiare di notte come fossero gatti», afferma Stefano Varalta, figlio del titolare della stalla. Pertanto, sulla scorta dell’ultima predazione al patrimonio zootecnico, attribuibile a lupo o canide nella Lessinia veronese (un caso riguarda il territorio sotto l’amministrazione di Vicenza) è al momento di 83 capi predati, di cui 67 uccisi e 16 feriti nel 2016. Di questo totale, la predazione di 18 capi è stata attribuita a canide (ma risarcibili), quattro sono capi non indennizzabili e altri otto sono capi deceduti o soppressi m seguito alle ferite riportate negli attacchi.

L’Arena – 28 dicembre 2016 

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