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Predazioni da lupo. Guarda: “Gli allevatori chiedono assistenza e progetti idonei. Il Veneto adotti soluzioni già ben collaudate in altre Regioni”

“Non si capisce bene perché la Regione Veneto si ostini con interventi evidentemente inutili per risolvere il problema delle predazioni da lupo, quando ormai nel resto d’Italia e all’estero vengono adottati sistemi che si sono dimostrati ampiamente efficaci. Basta leggere i report degli esperti consultati da Emilia-Romagna, Toscana e Provincia di Trento per avere la certezza che le recinzioni tradizionali non solo non rappresentano minimamente un ostacolo per il predatore, ma anzi funzionano da trappole per i domestici, facilitando la predazione del lupo e favorendo casi di uccisioni multiple per soffocamento. Perché allora il Veneto non cambia strategia?”.

A chiederlo, anche attraverso un’interrogazione sottoscritta dai consiglieri Zanoni (PD), Bartelle (Misto) e Ruzzante (Misto – Liberi e Uguali), è Cristina Guarda, esponente di Civica per il Veneto.

“Da tempo sollecito l’assessorato competente a prendere consapevolezza delle tecniche di prevenzione introdotte altrove e dei progetti creati malga per malga, pascolo per pascolo, mettendo in sinergia diverse azioni e considerando le diverse esigenze anche sociali, dovute alla frequenza turistica, e alla conformazione di aree di pascolo che sono enormi, anche di 70 ettari.

Invece di continuare a proporre soluzioni standardizzate, dalla Lessinia al Cansiglio, con reti inadeguate alle esigenze, è necessario attivare progetti costruiti tenendo conto della specie allevata, del tipo di ambiente, della disponibilità economica e della manodopera disponibile nelle varie stagioni dell’anno”.
“Parlo con molti allevatori – prosegue Guarda – costretti a chiedere ai Comuni di rivedere i numeri dei carichi delle malghe. Allevatori che non si accontentano di recintare le bestie con le inutili reti da contenimento fornite dalla Regione, solo per avere certezza dell’indennizzo dovuto in caso di predazione. Questo perchéi costi che sostengono per aver allevato la vacca o la pecora sono comunque superiori e si sommano al danno morale, legato alla morte cruenta e prematura subita dai propri animali”.
In conclusione la consigliera annuncia: “Da parte nostra vogliamo sapere una volta per tutte – questa la domanda dell’interrogazione presentata -se la Giunta ha intenzione di rispondere seriamente alle esigenze avanzate dagli allevatori, prendendo esempio dalle esperienze di altre Regioni e Province che registrano un’importante diminuzione delle predazioni da lupo, attraverso l’utilizzo di adeguate recinzioni ed in sinergia con altri sistemi di prevenzione”.

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