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Prezzi verso quota zero a febbraio. Una risalita favorita anche dall’aumento della verdura fresca e dai rincari di tabacchi e trasporti

Per Confcommercio il merito del rialzo è legato a fattori esogeni, mentre manca ancora la domanda di consumo dei cittadini. Rallenta la deflazione. Almeno questo emerge dai dati definitivi di Istat sull’inflazione a febbraio: l’indice dei prezzi aumenta dello 0,4% su base mensile e segna un calo su base annua dello 0,1%, più contenuta rispetto alla stima preliminare, -0,2%, e meno ampia rispetto a gennaio, -0,6 per cento.

Secondo Istat, l’attenuazione della flessione tendenziale è dovuta soprattutto all’aumento dei prezzi dei vegetali freschi (+7,8%), influenzato da fattori stagionali, e di quelli dei tabacchi (+4,1%); un contributo viene inoltre dal rialzo dei trasporti (+0,8%). Il carrello della spesa torna a salire a febbraio e i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base mensile e dello 0,7% su base annua. L’inflazione acquisita per il 2015 è pari a -0,2%, da -0,6% di gennaio.

«Notiamo – osserva Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare – solo un’increspatura delle vendite, +0,2/ +0,3%: troppo poco per muovere i prezzi che rimangono gelidi. Gennaio non è andato bene per i consumi, febbraio meglio e a marzo notiamo segnali di risveglio. Ma dobbiamo attendere almeno un paio di mesi prima di formulare un giudizio preciso».

Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, nota che «si attenuano i rischi di deflazione grazie a elementi da ricondursi essenzialmente a fattori esogeni e stagionali. Quindi manca ancora la domanda di consumo, che dipende strettamente dalla crescita del reddito disponibile. Il bonus di 80 euro è stato parzialmente vanificato dall’aumento delle imposte, comprese le accise sui tabacchi. Pur considerando gli effetti positivi del quantitative easing stimiamo che a fine anno l’inflazione si attesterà intorno a +0,1/+0,2 per cento». E il rimbalzino del 2% segnalato dalle rilevazioni Iri sulle vendite al dettaglio nella grande distribuzione? «Non mi pare che indichino una ripresa – risponde Bella – ma stiamo a vedere nei prossimi mesi». Intanto il prossimo 28 marzo usciranno i dati Istat sul commercio al dettaglio a gennaio. Federconsumatori e Adusbef frenano «gli ottimismi dell’Istat e del governo perché il tasso d’inflazione di febbraio rimane negativo, ed è una cattiva notizia. «I prezzi, infatti, scendono a causa della crisi della domanda interna, dettata dal disagio e dal calo del potere di acquisto delle famiglie, che hanno ridotto i consumi, nel triennio 2012/2014, del 10,7 per cento».

Per Coldiretti a frenare la deflazione ha contribuito il balzo del 10,8% dei prezzi della verdura a causa del maltempo che ha distrutto le coltivazioni invernali in campo. «L’andamento dei prezzi – sottolinea Coldiretti – è dunque soprattutto il risultato di una situazione congiunturale dovuta al maltempo e non deve quindi ingannare sul reale andamento dei consumi che rimangono ancora fortemente stagnanti nell’alimentare. Tuttavia è prevista una inversione di tendenza nel 2015 con il ritorno della fiducia sui mercati dimostrato dallo spread e, tra i consumatori, con un aumento degli acquisti alimentari per la prima volta da inizio della crisi».

Tornando ai dati Istat, nella classifica degli aumenti congiunturali dei prezzi le bevande alcoliche e i tabacchi balzano del 2,7% (per gli aumenti fiscali su sigarette e delle accise sugli alcolici), a distanza i trasporti con +0,7%, gli alimentari con +0,5% e alberghi e ristorazione con +0,2%. In area negativa scivolano i mobili, -0,1%, mentre sprofondano abbigliamento e calzature, -2,6 per cento.

Per il resto, è significativo che in tutte le aree geografiche si registri un ridimensionamento dei cali tendenziali dei prezzi: i più marcati interessano il Centro (da -0,7% di gennaio a -0,1%) e il Nord-ovest (da -0,7% a -0,2%). Per quanto riguarda i capoluoghi, Bolzano (+0,6%, in accelerazione dal +0,3% di gennaio) è la città in cui i prezzi registrano gli incrementi più elevati rispetto a febbraio 2014. Aumenti su base annua si rilevano per Potenza (+0,3%, da -0,3% di gennaio) e Roma (+0,1% da -0,4% del mese precedente).

Il Sole 24 Ore – 14 marzo 2015 

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