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Primi effetti del Dl Poletti. Nuove assunzioni: +3% nel secondo trimestre Crescono apprendistato e tempo determinato

Nelle assunzioni cresce il ricorso all’apprendistato e ai contratti a tempo determinato: sono i primi effetti del Dl Poletti. È quanto emerge dal sistema delle comunicazioni obbligatorie che nel II trimestre dell’anno fa registrare un incremento del 3,1% delle assunzioni, 80.590 in più rispetto allo stesso periodo del 2013.

I 2,6 milioni di rapporti di lavoro attivati corrispondono a 1,9 milioni di lavoratori. Nello stesso arco temporale, tuttavia, sono anche aumentate le cessazioni: sono state 2,4 milioni, 7.176 in più rispetto al II? trimestre 2013 (+0,3%). Il saldo tra attivazioni e cessazioni, dunque, è positivo. Tra le assunzioni su base tendenziale la crescita percentuale maggiore si registra nell’apprendistato che segna il 16% di incremento, con 11.395 attivazioni, anche se rappresenta ancora una quota residuale del mercato del lavoro: gli 81.954 rapporti di apprendistato, infatti, sono pari al 3,1% del totale. Il 70% circa di assunzioni è fatta con il contratto a tempo determinato, in crescita del 3,9% (pari a 68.537 unità), che raggiunge quota 1,8 milioni. Mentre i rapporti di lavoro attivati con contratti a tempo indeterminato sono il 15%, pari a 403mila, l’1,4% in più del 2013 (5.416 unità in più), e i contratti di collaborazione restano stabili al 6% a quota 165mila (-0,1%). A crescere maggiormente sono i contratti a termine e l’apprendistato, oggetto di semplificazioni con il decreto Poletti entrato in vigore lo scorso 21 marzo. La strada è in salita, come ricorda l’Ocse evidenziando che il tasso di disoccupazione rimane stabile nell’area euro, all’11,5%, per la gran parte dei Paesi ad eccezione dell’Italia dove è cresciuto di 0,3 punti raggiungendo il 12,6%, ben oltre la media dei 34 Paesi Ocse (a luglio è salito al 7,4% dal 7,3%).

Le misure del governo Renzi sul mercato del lavoro sono contenute nel Ddl delega Jobs act, che è stato calendarizzato in Aula al Senato a partire dal 23 settembre. A condizione che la maggioranza riesca a trovare una posizione comune sui nodi da sciogliere, ovvero sull’articolo 4 del Ddl con la delega sul contratto a tutele crescenti e sulle modifiche allo Statuto dei lavoratori. Domani la commissione Lavoro tornerà a riunirsi per approvare le proposte di modifica agli altri 5 articoli, che hanno ricevuto il via libera dalla commissione Bilancio. «Al momento non presenteremo emendamenti – spiega il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti –. La discussione è in corso, in questo momento è la maggioranza che deve sviluppare il suo confronto. Il governo una sua posizione ce l’ha, è la delega». Per il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Ncd), relatore del Ddl delega, lo Statuto «va cambiato nel complesso con norme semplici, che comprendano anche la riforma dell’articolo 18. Faremo una delega ampia». Contrario il Pd, che intende circoscrivere il perimetro della delega solo ai mansionamenti e ai controlli a distanza in azienda.

Il Sole 24 Ore – 10 settembre 2014 

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