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Profumo e Fornero non danno le pagelle ai loro dipendenti. Troppo complicate le valutazioni del decreto Brunetta

1a1a1_11aaaaaaforn_profumoIl merito. Tutti bravi a parlarne, salvo poi non applicarlo. Sono quattro i ministri che in questi giorni hanno deciso di non applicare ai propri dipendenti le griglie di valutazione previste dal decreto Brunetta. C’è Francesco Profumo, ministro dell’istruzione, università e ricerca, ed Elsa Fornero, responsabile del lavoro. Ma anche Gianpaolo Di Paola per la Difesa e Corrado Passera per i Trasporti, oggi dipartimento del ministero dello sviluppo economico. Con una lettera inviata ai direttori dell’amministrazione, hanno comunicato che il decreto legislativo 150 per questa volta non si applica. Troppo complicato fare le griglie, dare i punteggi, e poi ci sono stati accorpamenti, specificità.

Insomma, le motivazioni addotte sono diverse. Sta di fatto che la valutazione, finalizzata agli aumenti e alla carriera, non si fa. E i soldi della contrattazione integrativa per il 2011 stanno per essere ripartiti con i vecchi criteri, in alcuni casi a pioggia.

Alcuni ministri hanno provato ad avere una copertura da parte del responsabile della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi. Che per le vie brevi ha risposto che no, che una nota lui non può farla, perché c’è una legge che parla chiaro, che prevede il nuovo sistema di valutazione a decorrere dal 2011 e che non può essere disapplicata con un atto ministeriale. Serve un provvedimento di pari grado. In verità una legge stava (o sta, ma non è dato saperlo) per essere approvata, ed era quella che recepiva l’intesa di palazzo Chigi tra governo e sindacati sull’efficienza del pubblico impiego. In quell’ambito, la riformulazione della valutazione delle performance era tra i punti chiave.

Ma il disegno di legge, o decreto legge, non ha visto la luce. Responsabilità dunque dei singoli ministri decidere cosa fare. E così, i Trasporti hanno lamentato che la griglia non può essere applicata ai dipendenti, ma solo ai dirigenti, la Difesa ha evidenziato come ci si troverebbe ad avere valutazioni di personale civile da parte di personale militare, che non è però valutato. La Fornero ha posto l’accento forti difficoltà applicative, la stessa cosa Profumo, che aggiunge l’aggravante della fusione tra università e istruzione e il cambio di direttive politiche con seguente al cambio di governo. Valutazione sospesa per tutti.

Il Fatto quotidiano – 1 luglio 2012

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