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Padova. Project per il nuovo ospedale, è la rivolta. Berti, grillini: «Siamo contrari. Combatteremo in tutte le sedi per evitarlo». I consiglieri tosiani: temiamo un altro buco nero

Tutti contro il ripescaggio del project financing per il nuovo ospedale di Padova. Dopo la riunione di giovedì a Venezia, in cui il governatore Luca Zaia ha dato mandato all’Azienda ospedaliera (stazione appaltante del progetto) di rispondere con una relazione tecnica al Tar e dopo il “si” di Bitonci all’ eventuale utilizzo de progetto su Padova Est, le minoranze insorgono.

«Zaia e Bitonci avevano messo in piedi una campagna contro i project financing, con proclami e dichiarazioni indignate, con tanto di una legge per la loro abolizione, votata in Regione pochi mesi fa. E ora che fanno? Non ci pensino nemmeno. Il project è Galan, è corruzione, danni ambientali, soldi rubati», ha dichiarato Jacopo Berti, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, «Da padovano mi vergognavo già da tempo di avere un sindaco come Bitonci. Ma finché si tratta di subire stupide goliardate per apparire sui giornali è un conto, se vuole metter bocca sulla salute dei veneti è tutto un altro e la sua parola vale come quella di Pulcinella. Noi combatteremo in tutte le sedi per evitare i project, a cui siamo da sempre contrari. Ogni 10 minuti trova un nuovo posto per fare l’ospedale, non ha idea di cosa sia la sanità veneta e dovrebbe stare alla larga da questo argomento che riguarda la vita, la salute e i soldi dei veneti, dato che è la maggiore voce di bilancio».

«La ditta Zaia-Bitonci deve rispettare l’emendamento voluto dalle opposizioni prima dell’approvazione della legge n.15 del 6 agosto 2015, cioè che per i project in essere, di cui ancora non sono stati firmati i contratti, ci sia un’attenta valutazione sulla loro convenienza che negli anni, si sa, è destinata a mutare», hanno aggiunto i consiglieri regionali tosiani Giovanna Negro, Maurizio Conte, Andrea Bassi e Stefano Casali.

«L’ennesimo trappolone per fare favori agli amici di Zaia sulla pelle dei veneti», ha detto invece Alessandro Zan, deputato padovano del Pd, «Si tratta di un sistema per il quale il privato finanzia parte del costo iniziale del nuovo ospedale, gestendone poi i servizi non sanitari e non ci sarebbe niente di male se i servizi non divenissero, per il privato, una gallina dalle uova d’oro con guadagni abnormi per decine di anni e senza alcun rischio di impresa, e soprattutto con altissimi canoni annui a spese dei veneti, che già pagano ticket e Irpef salatissimi. Per pagare le rate ai privati del project, poi dovranno risparmiare altrove, e dunque tagliando i servizi, aumentando le liste di attesa e riducendo le prestazioni».

«Come già successo per altre opere, Bitonci tradisce tutti gli elettori che l’hanno votato e che vedevano un lui un cambiamento», ha detto invece Giuliano Altavilla, capogruppo dei grillini a Palazzo Moroni, «Ma abbiamo passato mesi a vedere un armata Brancaleone proporre ospedali in ogni dove, l’ultimo sito è Padova Est. Che interessi ci sono, visto che è in parte privata? Perché Bitonci fugge dalla commissioni richieste a gran voce e non ci mostra le relazioni, cosa ha da nascondere?».

Luca Preziusi

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