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Pronto il bilancio 2014 della Regione. Tagli finiti, tornano gli investimenti. Liberati 200 milioni. Ciambetti: «Ossigeno dopo tanti sacrifici»

Sarà il primo bilancio post-austerity da quando in Regione si è insediata la giunta Zaia, nel 2010. Il primo bilancio in cui non si lacrima e non si sanguina, in cui non si stramaledicono i conti e i tagli da Roma. Beninteso: lo Stato non regala un euro, come al solito.

E però per la prima volta, grazie alla severa spending review condotta sulla spesa e sui residui passivi, la Regione potrà tornare ad accendere dei mutui, ipotesi archiviata da tre anni per raggiunto limite dell’indebitamento. Complessivamente, Palazzo Balbi potrà contare su oltre 200 milioni di euro in più.

Il bilancio preventivo 2014 è passato ieri pomeriggio in giunta in prima lettura, ci tornerà la prossima settimana per il via libera definitivo e, di lì, approderà poi in consiglio dove difficilmente sarà approvato entro il termine di legge del 31 dicembre, più probabilmente slitterà ai primi mesi del nuovo anno. Ad ogni modo, salve le modifiche sempre possibili da parte dell’aula, nelle sue linee principali il documento è stato delineato e con esso anche la legge finanziaria, che fortunatamente non riserva (amare) sorprese: anche nel 2014 la Regione non imporrà nuove tasse, a cominciare dall’addizionale Irpef, ormai introdotta quasi ovunque nel resto d’Italia per riuscire a far quadrare i conti della sanità. I numeri, virgola più, virgola meno, si confermano quelli del 2013: 12 miliardi di euro totali, di cui 8,5 miliardi proprio per la sanità, che attende però buone nuove da Roma (il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio ha assicurato che una volta approvato il Patto per la salute le Regioni virtuose vedranno riconosciuti i loro meriti). Anche la voce del trasporto pubblico locale riporta la stessa cifra di un anno fa, 403 milioni, ma anche qui l’assessore al Bilancio Roberto Ciambetti si dice fiducioso che dal riparto del fondo nazionale per bus, vaporetti e treni, in agenda per febbraio, il Veneto possa strappare un surplus, grazie anche alla revisione dei parametri utilizzati per la spartizione. Niente tagli alla cultura, sono ribaditi nel 2014 i 50 milioni stanziati sin dal 2010 per i cantieri delle opere per la difesa del suolo e l’equilibrio idrogeologico.

E veniamo alla boccata d’ossigeno da 200 milioni di cui si parlava all’inizio. Si tratta di una complessa partita contabile resa possibile grazie al reinserimento del budget vincolato per il trasporto pubblico tra i fondi «a libera destinazione», (era stato escluso nel 2013 dal governo Monti). Ora, poiché sul Titolo II del bilancio, quello appunto «a libera destinazione», si calcolano le possibilità di indebitamento, all’atto pratico la Regione potrà accendere mutui per un ammontare superiore ai 200 milioni (potrà, non necessariamente dovrà), in base alle necessità degli assessorati. Indubbiamente vi ricorrerà Renato Chisso, titolare delle deleghe alle Infrastrutture e alla Mobilità, che deve fronteggiare il rosso di Veneto Strade, ma potrebbero farci conto anche Massimo Giorgetti (Lavori pubblici), soprattutto per nuovi investimenti nell’edilizia scolastica e nei Comuni, Remo Sernagiotto (Sociale), per il rifinanziamento del bando per i contributi a favore dei progetti per la disabilità, e Luca Coletto (Sanità), per l’edilizia ospedaliera, anche se dall’elenco degli interventi sembra escluso il nuovo polo di Padova per il quale la Regione vorrebbe attingere esclusivamente a fondi statali.

Soddisfatto Ciambetti: «Ringrazio i colleghi per la collaborazione. Il bilancio di quest’anno ci garantisce una boccata d’ossigeno dopo i grandi sacrifici del passato, permettendoci di ricominciare a ragionare anche in un’ottica di investimento e non più soltanto di contenimento della spesa».

Marco Bonet – Corriere del Veneto – 26 novembre 2013 

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