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Pronto Soccorso e attese: al lavoro la squadra di Benazzi. Scibetta, Faronato e Tomasella al fianco del direttore. E Castelfranco: «Non toccateci l’ospedale»

Ogni pronto soccorso della Marca sarà gestito con lo stesso protocollo: l’Usl unica trevigiana comincia così. Francesco Benazzi ha indicato nella più agile gestione dei reparti di urgenza ed emergenza la priorità del mandato e la presa in carico del problema è stata rapida.

Così, nominati i tre direttori che lo affiancheranno per i prossimi cinque anni all’Usl 9 e nella sfida dell’azienda provinciale, il dg ha annunciato il primo incontro operativo con i primari dei tre pronto soccorso, i direttori medici e sanitari. «Arriveremo a un modello esportabile nelle tre realtà per uniformare i problemi, coordinare i servizi e rendere omogeneo il sistema». I blitz nei reparti adesso saranno compiuti anche dal suo «staff».

Benazzi ieri ha presentato i suoi collaboratori più stretti. Domenico Scibetta, in arrivo dall’Usl 16 di Padova, è il direttore sanitario: a lui Benazzi ha assegnato i nodi principali del mandato, pronto soccorso e liste d’attesa. Annamaria Tomasella torna nella Marca come direttore amministrativo, braccio destro di Benazzi: si occuperà del bilancio e soprattutto della cittadella della salute al Ca’ Foncello. «I binari su cui lavorare sono trasparenza e anticorruzione – sottolinea il dg -. Porteremo avanti il project financing in questa logica, e lei per me è una garanzia». Pietro Paolo Faronato, per tre anni direttore dell’Usl di Belluno, torna a Treviso con il ruolo di direttore dei servizi sociali: terrà i rapporti con il territorio, i sindaci, i medici di famiglia e i pediatri.

Questa sera Benazzi è stato invitato al consiglio comunale di Castelfranco dal sindaco Stefano Marcon: l’arrivo dell’istituto oncologico Iov sta creando tensione, la città teme di perdere servizi e reparti. «Le liste Lega Nord, Forza Italia, lista Milani, lista Fiscon e M5s hanno sottoscritto un documento per chiedere certezze in merito all’ospedale di Castelfranco – spiega Marcon -. Manca solo il Pd che ha scelto un altro percorso. Assieme ai sindaci dell’Ipa di Altivole, Riese, Resana, Vedelago, Loria e Castello di Godego abbiamo posto dei punti fondamentali. L’arrivo dello Iov è positivo, ma non vogliamo perdere il polo cardiologico. Chiediamo che non si riducano i posti letto e resti il pronto soccorso».

Il Corriere del Veneto – 29 gennaio 2016 

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