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Blocco contratti pubblico impiego, via all’iter del decreto in Parlamento

Al via l’iter nelle commissioni di Camera e Senato per l’esame del decreto del presidente della Repubblica per la proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti anche nel 2014.

È partito il 14 maggio l’iter nelle commissioni di Camera e Senato (dove sono previsti diversi pareri non vincolanti) per l’esame del decreto sulla proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti anche nel 2014.

Il provvedimento è stato esaminato in via preliminare dal Consiglio dei ministri dello scorso 21 marzo, che ha proposto di avviare l’iter concernente il regolamento di contenimento delle spese del pubblico impiego.

Oggi il provvedimento è all’ordine del giorno della Commissione bilancio della Camera che dovrà fornire entro il 23 maggio le proprie osservazioni alle Commissioni Affari e Istituzionali e Lavoro che dovranno fornire un parere consultivo entro il 7 giugno. Al Senato lo schema di Dpr è stato assegnato alla Commissione Affari Sociali e alla Commissione Bilancio, ma non è ancora stato calendarizzato.

Il testo
La relazione illustrativa
Il dossier del Senato

MARCON, SEL HA VOTATO CONTRO BLOCCO DEI CONTRATTI DEI DIPENDENTI PUBBLICI

“Questa mattina i deputati di Sinistra Ecologia Libertà hanno votato contro il parere favorevole della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati al provvedimento che prolunga il blocco dei contratti e degli aumenti salariali dei dipendenti pubblici, in vigore dal 2011. Il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà è l’unico gruppo ad avere votato contro il parere favorevole della Commissione Bilancio”. Lo afferma il capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà in commissione Bilancio Giulio Marcon.  “Si tratta di una scelta sbagliata, che impoverisce milioni di famiglie e lede i diritti dei lavoratori. Di fronte a delle previste economie di bilancio, sulla pelle dei dipendenti pubblici, ci sarà una contrazione dei consumi delle famiglie che avrà effetti pesanti sull’economia reale e causerà un calo delle entrate fiscali. Il governo Letta, conclude Marcon, continua le politiche di austerità del governo Monti e mentre a parole dice di voler mettere al primo posto della sua azione di governo il lavoro, colpisce i diritti dei lavoratori ed il potere d’acquisto dei salari”.

PROROGA O COPERTURA. Il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi del 21 marzo spiegava che avrebbe consentito al successivo governo di scegliere tra la proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali portando a termine la procedura del regolamento, come previsto dal decreto legge 98 del 2011, e la possibilità di trovare una diversa copertura e così evitare per il 2014 il blocco delle progressioni e degli automatismi retributivi nel pubblico impiego. In particolare, il decreto indica come obiettivo il consolidamento delle «misure di contenimento e razionalizzazione» della spesa nel pubblico impiego, varati con la manovra 2011-2013 e ulteriori risparmi «in termini di indebitamento netto non inferiori a 30 milioni per il 2013, 740 per il 2014, 340 per il 2015, 370 dal 2016».

SINDACATI IN TRINCEA. In trincea i sindacati, contrari a «qualsiasi ipotesi» di nuovo stop della contrattazione, degli automatismi salariali, dell’indennità di vacanza contrattuale. Un no netto su cui le forze sindacali del pubblico impiego hanno una posizione unitaria, dopo – hanno calcolato i sindacati – i 3 mila euro già persi in media dai pubblici dipendenti tra il 2010 ed il 2012, i circa 600 euro che sono destinati a perdere nel 2013, ed altri 500 circa che con la proroga si perderebbero nel 2014. E le retribuzioni tagliate a regime di circa 200 euro mensili in termini reali già a fine 2013, per effetto del mancato adeguamento all’inflazione. Una proroga al 2014 bloccherebbe le indennità di vacanza contrattuale per quest’anno, e il riavvio della stagione di rinnovi nel 2014.

«NO A QUALSIASI IPOTESI DI BLOCCO». «Ribadiamo il nostro no a qualsiasi ipotesi di nuovo blocco dei contratti pubblici. Per questo chiediamo che il governo ci convochi subito», è la posizione unitaria dei sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa. «Non vorremmo», hanno scritto i segretari generali delle quattro sigle, «essere indotti a pensare che si stia tentando di far passare il cammino del decreto nelle commissioni competenti sotto silenzio. Sarebbe una grave sottovalutazione dello stato di difficoltà economica in cui versano i lavoratori delle amministrazioni pubbliche».

«IL GOVERNO DIALOGHI». Il governo, hanno chiesto, «faccia chiarezza e dialoghi con le organizzazioni sindacali senza alimentare il clima di incertezza». Anche per l’Ugl «sono altre le voci su cui sarebbe necessario intervenire se si vuole davvero puntare ad un rilancio della pubblica amministrazione, a partire da consulenze ed esternalizzazioni»; mentre «qualsiasi ipotesi relativa a un ulteriore blocco dei contratti e dell’indennità di vacanza contrattuale è inaccettabile».

fonte: Lettera43 e Sivemp – 15 maggio 2013

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