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Psichiatra uccisa in Puglia. “Noi, medici siamo il primo fronte la crisi economica peggiora le cose”

«LA VERITÀ è che noi medici siamo in guerra e gli psichiatri si ritrovano spesso sul primo fronte degli scontri». Antonello Bellomo, appena eletto presidente della società di psichiatria di Puglia e Lucania, non usa mezzi termini per definire le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli psichiatri nei reparti e nei centri diurni di tutta la regione.

Oggi Bellomo è direttore del reparto di psichiatria negli Ospedali Riuniti di Foggia, ma ha lavorato per anni al Policlinico e al Di Venere di Bari e vive a non molta distanza dal centro di salute mentale dove ieri è stata assassinata Paola Labriola: «La morte di Paola mi ha gettato in una condizione di profonda tristezza. In fondo ci conoscevamo un po’ tutti nel settore. Ero un suo grande amico e rispettavo il suo metodo di lavorofatto di molta dolcezza».

Professore l’intera categoriadegli psichiatri pugliesi è sconvolta, ma tra gli operatori non sono in pochi a parlare di una tragedia annunciata.

«Conosco il quartiere Libertà di Bari, so bene che si tratta di un quartiere difficile. M la situazione è identica dovunque. Dove sono i controlli? Chi protegge i medici e gli infermieri che vogliono solo fare il loro mestiere?».

Esiste una vera e propria questione sicurezza nei reparti di psichiatria?

«Le faccio solo un esempio. Nel mio reparto a Foggia ci stanno lentamente sottraendo la guardia giurata. Pochi mesi fa c’erano turni di 24 ore. Oggi la protezione si ferma a 12 ore. La situazione è identica, se non peggiore, nel resto della regione ».

I vostri reparti sono aperti ad ogni ora della giornata.

«Qui arriva di tutto, soprattutto la notte. Spesso vediamo passare anche persone che fanno abuso di medicinali e sostanzestupefacenti, persone molto aggressive che utilizzano la malattia mentale per commettere veri e propri atti delinquenziali. Ormai tutto ciò che ha a che fare con la violenza viene dirottato da noi. Un anno fa una mia collega è stata selvaggiamente picchiata. Spesso gli infermieri prendono botte solo perché vogliono riassettare i letti, o perché negano una sigaretta a un paziente o per una minima contraddizione».

La crisi economica ha peggiorato la situazione?

«Ha visto quanti suicidi non trovano lavoro. Soprattutto è aumentato l’abuso di sostanze stupefacenti anche nei pazienti psichiatrici».

Come si può invertire la rotta?

«Bisogna aumentare il numero di guardie giurate e anche il numero di medici nei reparti. Il piano di rientro ha massacrato gli organici. Noi medici siamo indifesi e lavoriamo senza reti di protezione».

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