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Pssr al voto. Dipartimenti di prevenzione provinciali e servizi veterinari mortificati, contrarietà Fvm Veneto

1a1a7_logo_fvm«Le modifiche apportate alla bozza del Piano socio sanitario regionale 2012-2016 non risolvono i nodi che Fvm Veneto aveva sollevato lo scorso febbraio». Questa la valutazione del segretario regionale della Federazione veterinari e medici, Roberto Poggiani, dopo aver preso visione della bozza di Pssr aggiornata con le ultime modifiche introdotte nel corso del lavoro dei commissari. Il piano, su cui è iniziata la votazione nella seduta della V Commissione del 29 marzo, sarà approvato interamente in quella di giovedì 5 aprile. Secondo le previsioni ogni provincia avrà un solo Dipartimento funzionale di prevenzione con un unico direttore e i servizi veterinari potranno essere oggetto di una rimodulazione del modello organizzativo su base interaziendale.

Più nel dettaglio ecco gli ultimi “correttivi” introdotti in queste settimane che stabiliscono, all’articolo 8, per quanto riguarda i Dipartimenti di prevenzione, che sia istituito per ogni ambito provinciale un Dipartimento funzionale dal quale dipendono tutte le strutture dell’area della prevenzione delle Usl che sussistono in quello stesso ambito provinciale. Inoltre il responsabile del Dipartimento funzionale rimane in carica tre anni e comunque non oltre i tre mesi dalla cessazione del mandato del direttore generale che lo ha nominato. Il medesimo Direttore non può effettuare più di due mandati consecutivi nello stesso ambito provinciale.

E’ rimasto invariato, invece, rispetto alla bozza di metà febbraio, il comma che definisce l’organizzazione dei Dipartimenti di Prevenzione di cui fanno parte: il servizio di Igiene degli Alimenti e Nutrizione; il servizio di Igiene e Sanità Pubblica; il servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro; e i servizi veterinari , non meglio specificati. Per i soli servizi veterinari è previsto che: «Per tale ambito potrà essere definita, con provvedimento di Giunta regionale, una rimodulazione del modello organizzativo, anche su base interaziendale, al fine di ottimizzare l’erogazione dei Lea».

«Non si capisce perché nel caso dei servizi veterinari non venga fatto esplicito riferimento alle tre aree funzionali, così come previsto dalle leggi 502/1992 e 229/1999 – osserva Poggiani -. Quanto alla possibile riorganizzazione in ambito interaziendale non è chiaro perché questa previsione sia applicata ai soli servizi veterinari e non ad altre specialità. Forse che il raggiungimento dei Lea in area medica non è egualmente prioritario? Pensiamo solo a quanto sono differenti le liste di attesa da Usl a Usl…»

E aggiunge: «Come mai poi un solo Dipartimento funzionale provinciale per la prevenzione e non per la chirurgia o l’ortopedia?». Risibile, secondo il segretario Fvm, in ogni caso, addurre motivazioni di contenimento dei costi. «Se si fosse voluto un risparmio di risorse perché non ridurre il numero delle Usl ad una per provincia, come avviene ovunque ormai in Italia? Immagino che amministratori e tecnici regionali abbiano fatto qualche semplice calcolo. Solo con le retribuzioni delle direzioni strategiche in una provincia come quella di Verona, portando le aziende sanitarie da tre a una, ci sarebbe stato un risparmio di oltre un milione di euro l’anno! Evidentemente si è preferito non toccare privilegi e impoverire invece i servizi sanitari».

La bozza di Pssr aggiornata al 23 marzo 2012

I primi articoli approvati della seduta del 29 marzo 2012

A cura di C.Fo. – 3 aprile 2012 – riproduzione riservata

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