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Pssr, la riforma adesso è realtà. Ecco temi dello scontro

Dopo tante spaccature la maggioranza Pdl-Lega dà il via libera da sola alla nuova programmazione Il presidente Zaia: «Storico risultato dopo 16 anni»

È fatta: il Veneto ha dato il via alla riforma del suo sistema sanitario. Ieri sera alle 20, aggiungendo un’inattesa intera giornata di dibattito alle tre della settimana scorsa – ma comunque con un tempo di discussione in aula che di sicuro non ha paragoni con la storia vissuta in Regione fino alla famosa approvazione del nuovo regolamento – il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Piano sociosanitario del Veneto. Il tutto, dopo le tante turbolenze del dibattito e le spaccature Pdl-Lega su tre emendamenti dell’assessore alla sanità Luca Coletto, con uno schieramento politico “pulito”: hanno detto sì 30 voti di maggioranza Pdl-Lega, si sono registrate tre benevole astensioni in area Udc, e sono arrivati 19 voti contrari dalle opposizioni di centrosinistra.

I POLITICI. Atteso al microfono, e decisivo di fatto nei giorni scorsi nel non far deflagrare la situazione, il governatore Luca Zaia ieri ha parlato a braccio per rivendicare il risultato storico ottenuto dopo 16 anni, dando un “piano del coraggio” a una sanità veneta “che resta in vetta alle classifiche della qualità” e per ringraziare i protagonisti della svolta: «i miei assessori Luca Coletto e Remo Sernagiotto, il presidente della commissione Leonardo Padrin che è stato “dominus” della partita, il vicepresidente Claudio Sinigaglia, il segretario regionale Domenico Mantoan e tutti i tecnici che hanno accompagnato questo imponente lavoro, i capigruppo e tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione per il loro apporto di idee e di proposte». Da parte sua Padrin ha rilanciato la palla avanti, ricordando a tutti che la vera sfida sarà quella con il governo Monti e i “tagli orizzontali” alla sanità che intende applicare. E Coletto gli ha risposto sottolineando che si tratta di «una concreta riforma dell’organizzazione sanitaria regionale che potrà rispondere ai tagli nazionali che si prospettano senza intaccare la quantità e la qualità dei servizi». Poi, a seguire, la soddisfazione di Federico Caner (Lega) o la delusione di Diego Bottacin (Verso nord: «attese deluse, non ci sono vere svolte») o le critiche di Gustavo Franchetto (Idv: «Zaia direttore d’orchestra distratto che ha lasciato fare a ciascuno ciò che voleva») e così via.

I TEMI DI SCONTRO. Tra una battuta al microfono di Dario Bond (Pdl) e un’altra dello stesso Zaia si è confermato di nuovo il vero scontro consumatosi in aula: il Consiglio, tramite la commissione “Sanità” ha voluto tenersi il potere di nominare il direttore generale della sanità veneta e di dire la sua sulle schede ospedaliere e territoriali. Ma anche sul ricorso al “project financing” (cioè i privati che costruiscono ospedali o strutture con fondi loro, ma poi incassano adeguati canoni per decenni) c’è stata aria di maretta finché Zaia non ha risposto che il ricorso al “project” ci sarà ancora, ma «con un mix di fondi propri della Regione per evitare tassi di interesse troppo alti».

GUERRA SUL SOCIALE. La mattinata se n’è andata per quel famoso “maxi-emendamento” con cui il Pd voleva portare la maggioranza ad esprimersi sul sociale. Lunghe interruzioni, trattative su emendamenti prima concordati poi sconfessati o ricambiati ancora (con differenza di opinioni nella maggioranza stessa) sulle rette di riferimento per strutture semiresidenziali o residenziali, sulla distribuzione del fondo sociale, sul ruolo della Conferenza dei servizi. Alla fine il Pd – con la capogruppo Laura Puppato e l’esperto Claudio Sinigaglia – ha annunciato il voto contrario al piano proprio per non essere riuscito ad ottenere le risposte che voleva su questo. «Il Veneto ha un piano, è questo è un bene – sintetizza la critica dalle file Pd il vicentino Stefano Fracasso – ma non sono così convinto che la Regione abbia una maggioranza in grado di portarlo avanti. Ci sono state evidenti contraddizioni sul sociale: restano gravi carenze, e c’è l’incapacità di cogliere che questo è l’aspetto decisivo, visto che il baricentro dell’assistenza si sposterà fuori dall’ospedale».

I CONTENUTI. Come già descritto in queste settimane, il Piano introduce molte novità. Per le Ulss un bacino di utenza ideale compreso tra 200-300 abitanti (fatte salve montagna, laguna e Polesine). La nomina del direttore generale della sanità veneta affidata al Consiglio (ma su proposta del presidente della Giunta). L’incarico triennale (e non più 5 anni) dei direttori generali delle Ulss e della relativa terna di comando, con la valutazione annuale del loro operato da parte di Giunta, Consiglio e sindaci. Il potenziamento della figura del direttore sociale che assume anche la responsabilità di coordinare i servizi sanitari territoriali. Per la nomina dei primari i direttori generali dovranno rendere pubbliche le motivazioni di tali nomine e a fine incarico il loro operato sarà valutato. Riduzione dei posti letto (tre per mille abitanti) e riorganizzazione degli ospedali: i due “super” di Verona-Padova, quelli dei capoluoghi di provincia e poi quelli di “rete” con un bacino ideale di 200mila abitanti.

EDILIZIA SANITARIA: 7 MLD ALLE REGIONI. La commissione “Salute” composta dagli assessori regionali alla Sanità, ieri a Roma, ha dato il suo sì allo sblocco di risorse per l’edilizia sanitaria, per un totale di 7 miliardi di euro. L’ ha reso noto l’assesso- rato lombardo. Si tratta, per la precisione, di due tranche. Per la prima le Regioni hanno evidenziato che l’attuazione dei programmi di edilizia sanitaria richiede 1,06 miliardi, derivanti dai residui non ancora impegnati e derivanti dal finanziamento di progetti approvati nel 2010. Questi fondi dovrebbero andare a Lombardia, Toscana, Veneto, Emilia, Abruzzo e Molise. Per le altre risorse, la commissione Salute ha preso atto dello sblocco risorse in base alla legge 44/2012 per il finanzia- mento dell’edilizia sanita- ria regionale per 6 miliardi.

ALT FARMACI “ABUSIVI” L’assessore regionale alla sanità Luca Coletto si è complimentato con l’Antitrust, con l’Aifa e i nuclei antisofisticazione e sanità dei carabinieri che hanno oscurato alcuni siti internet che ponevano in vendita medicinali per i quali è invece necessaria la prescrizione medica.

Il Giornale di Vicenza – 21 giugno 2012

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