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Pubblica amministrazione: arriva il decreto per l’anticipo del Tfr ai lavoratori. Il testo a breve sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale ma è già operativo

Dal Sole 24 Ore sanità

Ci siamo! Finalmente è stato registrato dalla Corte dei conti il decreto ministeriale che assorbe e ratifica l’accordo quadro con l’Abi (Associazione delle banche italiane) per l’anticipo del Tfs/Tfr.

A breve il testo sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale a scopo solamente conoscitivo, ma è già operativo e dunque la procedura giuridica è formalmente conclusa. Tra pochi giorni, ha assicurato la ministra Dadone, sarà infatti in rete il portale sul sito del Dipartimento della funzione pubblica tramite il quale fare la richiesta. È il supporto informatico fondamentale per dare il via effettivo alle operazioni. I cittadini che vogliono richiedere il finanziamento – scrive Fabiana Dadone – vi troveranno tutte le informazioni sulla procedura e l’elenco degli istituti di credito che aderiscono all’accordo.

Dal recente passato quando un dipendente pubblico va in pensione deve aspettare alcuni anni prima di poter incassare integralmente la propria liquidazione, il cosiddetto Tfs/Tfr. Si tratta di almeno 12 mesi di attesa nel caso di cessazione dal servizio, 24 mesi per le dimissioni o il licenziamento ma solo per i primi 50.000 euro di liquidazione. Occorrono ulteriori 12 mesi per la parte eccedente e fino a 100.000 euro, e ancora un anno in più per quella che eventualmente supera i 100 mila.
L’attesa è ancora più lunga per coloro che abbiano lasciato o lascino il lavoro utilizzando la scappatoia della famosa Quota 100. Per costoro, quale evidente penalizzazione, il momento del diritto al Tfs/Tfr corrisponde a quello in cui avrebbero conseguito la pensione di vecchiaia con le regole precedenti, quelle della Legge Fornero : 67 anni !

Chi esce da lavoro a 62 anni, l’età minima di Quota 100, nei casi estremi deve attendere almeno fino a cinque anni per vedersi accreditare la liquidazione.
Per supplire a questa grave ingiustizia, il Governo si era inventata una disposizione, peraltro molto tribolata, di un anticipazione tramite un prestito erogato da un istituto di credito con un tasso di interesse agevolato, anche se solamente per una quota del trattamento. L’importo inizialmente era di 30 mila euro poi è stato incrementato fino a 45 mila e la procedura per ottenerlo non era semplice e soprattutto non immediata. L’interessato per utilizzare questa opzione dovrà richiedere all’Inps la certificazione del diritto alla liquidazione stessa, nell’importo decurtato da eventuali anticipi già percepiti. Inoltre chi accede alla pensione con Quota 100 deve poi procurarsi una certificazione specifica legata alla data in cui sarebbe scattato il diritto alla pensione con le regole ordinarie.

Nel dettaglio, il percorso che porta al pagamento anticipato della buonuscita è così strutturato:

•fare richiesta all’ente erogatore del TFR/TFS ( generalmente si tratta dell’Inps ) la certificazione attestante il diritto all’anticipazione;

•rivolgersi ad uno degli istituti di credito aderenti all’iniziativa ( saranno elencati nella convenzione ABI-Ministero del Lavoro ) presentando la richiesta di anticipo;

•l’istituto di credito a sua volta si rivolge all’ente di erogazione chiedendo la conferma della sussistenza dei presupposti per l’anticipazione.

In caso di esito positivo di quest’ultima fase la liquidazione dell’anticipo dovrebbe avvenire entro i successivi 15 giorni.

La ministra Dadone , sull’anticipo del TFS per le pensioni degli statali ha ribadito : “Finalmente ci siamo: ora siamo davvero all’ultimo metro prima di poter ridare ossigeno ai tanti pensionati che sono costretti ad attendere anche diversi anni prima di intascare la loro buonuscita e che aspettavano con ansia di poter utilizzare questo strumento”. Speriamo che sia vero .

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