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Pubblicata in Gazzetta la legge per contrastare il bracconaggio ittico nelle acque interne. Stesse sanzioni che per la pesca illegale in mare. Le misure in vigore dal 25 agosto

“E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2016 la LEGGE 28 luglio 2016, n. 154 – Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale.

Il provvedimento, conosciuto ai più come Collegato Agricolo, prevede infatti le stesse sanzioni amministrative e ora anche le stesse pene sia per la pesca illegale in mare sia per il bracconaggio ittico nelle acque interne (artt. 39 e 40).

“Anche se ci sono stati apprezzamenti negativi sulla limitata efficacia dell’impianto normativo proposto, ritengo l’approvazione di questa legge un fondamentale tassello del mosaico che sta componendo la FIPSAS per far sì che l’attività di pesca sportiva e ricreativa venga esercitata in un ambiente più sicuro, più tutelato e in grado di essere elemento decisivo di crescita per la nostra attività” afferma il Presidente della FIPSAS, Prof. Claudio Matteoli, spiegando che “anche se, sicuramente, avremmo voluto una norma più severa e stringente nei confronti di tutti coloro che compiono azioni di bracconaggio depauperando la risorsa ittica delle nostre acque, l’introduzione di questa norma rende finalmente uniformi sul territorio e omogenee, sotto il profilo sanzionatorio, le attività di controllo e di contrasto al gravissimo fenomeno della pesca di frodo e – prosegue Matteoli – rappresenta un primo passo nella direzione di una vera legge che tuteli la pesca ricreativa e le acque italiane”.

L’intero provvedimento, quindi, anche l’articolo 40 del Collegato Agricolo entrerà in vigore a tutti gli effetti dal prossimo 25/08/2016. La FIPSAS si attiverà affinché ne venga inviata, quanto prima, opportuna comunicazione agli organi federali e alle Istituzioni competenti sul territorio affinché, nel prenderne atto in tempi stretti, possano intervenire sulle Leggi regionali e, là dove ce ne siano le competenze, anche sui regolamenti provinciali, prevedendo strumenti e controlli più efficaci per arginare una piaga che sta ampliandosi sempre di più, con pesanti effetti sull’economia e sulla tutela ambientale del nostro Paese.

12 agosto 2016 

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