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Pubblicato sul Bur il nuovo Piano Regionale della Prevenzione con validità fino a tutto il 2025. Approccio One Health con particolare attenzione alle fasi emergenziali e ai loro effetti

E’ stato pubblicato  sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto dei 21 gennaio, il Piano Regionale della Prevenzione, con validità fino a tutto il 2025, che rappresenta il documento guida delle Ullss rispetto alla prevenzione delle malattie e la promozione della salute. Il Piano, evoluto e aggiornato progressivamente era stato approvato dalla Giunta regionale il 29 dicembre 2021. “E’ un Piano moderno e rivolto realmente alla prevenzione a 360 gradi – sottolinea l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – la cui importanza e incisività traspare chiaramente anche alla luce anche delle recenti esperienze legate alla pandemia da COVID-19”. IL PIANO 2020-2025
Azioni regionali e aziendali dei programmi

“Il Piano – evidenzia l’Assessore – sottolinea infatti l’indispensabilità di una programmazione sanitaria basata su una rete coordinata e integrata tra le diverse strutture e attività presenti nel territorio, anche al fine di disporre di sistemi flessibili in grado di rispondere con tempestività ai bisogni della popolazione sia in caso di un’emergenza infettiva, come si sta verificando in questo momento, sia per garantire interventi di prevenzione (screening oncologici, vaccinazioni, individuazione dei soggetti a rischio, tutela dell’ambiente) e affrontare le sfide della promozione della salute e della diagnosi precoce e presa in carico integrata della cronicità. Inoltre, gli effetti del periodo emergenziale si registreranno nei prossimi anni, con aumento di peso e di sedentarietà, e anche di varie dipendenze patologiche (alcol, fumo, gioco d’azzardo, e nuove tecnologie) che genererà una maggiore richiesta di salute”.

Il Piano si propone di:
  • creare ambienti favorevoli alla salute delle persone, cioè contesti che agevolano stili di vita sani (Scuole che promuovono la salute; Luoghi di lavoro che promuovono la salute,…) attraverso la realizzazione di interventi sulla ristorazione collettiva di qualità, interventi che offrono opportunità di movimento (percorsi casa-scuola o casa-lavoro), interventi che agevolano nei contesti diversi scelte di salute promuovendo ad esempio le vaccinazioni, gli screening, ecc.)
  • sviluppare percorsi integrati di presa in carico della persona in tutte le sue fasi di vita, cioè percorsi dove la persona è seguita dal medico sia nella modifica dei comportamenti non corretti sia nella gestione della sua malattia, attraverso l’invio ad una rete di opportunità del territorio sia pubbliche che private (palestre della salute, ambulatori trattamento del tabagismo, ambulatori nutrizionali,   , …), così come definito nel Modello Veneto di Prevenzione Integrata. Ad esempio, tale modello si propone di definire i percorsi affinchè un paziente dimesso per un evento acuto sia indirizzato ad usufruire dei servizi e opportunità nel territorio più idonee alla sua condizione di salute (esercizio fisico, attività fisica, consulenza nutrizionale, ecc.)
  • creare percorsi di presa in carico per il contrasto delle fragilità attivando e implementando percorsi di presa in carico degli individui che rientrano in categorie svantaggiate per diversi fattori, risultando quindi più esposti e vulnerabili (es. interventi per agevolare le vaccinazioni in soggetti particolarmente fragili, quali cardiopatici, diabetici, oncologici, ecc.).
  • contrastare le disuguaglianze in salute: tutti i programmi sono stati pensati per garantire un accesso uguale a tutti i cittadini e un pari diritto a tutti gli interventi di prevenzione e promozione della salute.
  • sostenere l’approccio di genere: definendo interventi volti a garantire che i messaggi e opportunità di salute siano ugualmente distribuite tra i sessi.
  • rafforzare la connessione tra salute e ambiente, attraverso l’attivazione di tavoli di diversi enti, per condividere strategie e interventi comuni.
  • diffondere interventi sulla sicurezza negli ambienti di lavoro attraverso piani mirati di prevenzione e attraverso l’educazione dei cittadini sulla sicurezza negli ambienti di vita, con interventi ad esempio nelle scuole guida.

La stesura del Piano ha visto la collaborazione tra diverse Direzioni regionali e altri enti esterni con l’obiettivo di condividere le azioni che saranno attuate a livello locale. Sono stati istituiti dei Tavoli di lavoro intersettoriali e multidisciplinari specifici per definire i Programmi che compongono il Piano, formati da professionalità specifiche provenienti, oltre che dalla Direzione Prevenzione, dai principali Enti coinvolti.

A sostegno del Piano è stata anche approvato un Piano regionale di comunicazione a supporto del Piano Regionale Prevenzione (PRP) 2020-2025, destinato alla popolazione generale, contenente anche le azioni necessarie a rafforzare il mantenimento delle misure non farmacologiche di protezione individuale e di igiene respiratoria per il controllo del Covid-19 (DGR n.5 del 4/1/2022)

Il piano verrà monitorato e valutato attraverso indicatori specifici.

ARTICOLAZIONE DEL PIANO

Il Piano si articola in 6 macro obiettivi (MO):

Malattie croniche non trasmissibili
Dipendenze e problemi correlati
Incidenti stradali e domestici
Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali
Ambiente, clima e salute
Malattie infettive prioritarie

Ogni Macro obiettivo ha uno o più Programmi

Programma Predefinito /Libero

Macro obiettivo 1

PP1 Scuole che promuovono Salute

PP2 Comunità Attive

PP3 Luoghi di lavoro che promuovono salute

PL11 Sistema integrato per il contrasto dei determinanti della cronicità

PL12 Sistema integrato per la salute della famiglia nei primi 1000 giorni di vita

PL13 Screening oncologici

Macro obiettivo 2

PP4 Dipendenze

Macro obiettivo 3

PP5 Sicurezza negli ambienti di vita

Macro obiettivo 4

PP6 Piano Mirato di Prevenzione

PP7 Prevenzione in edilizia e agricoltura

PP8 Prevenzione ed emersione delle patologie professionali dell’apparato muscolo scheletrico (MSK)

Macro obiettivo 5

PP9 Ambiente, clima e salute

Macro obiettivo 6

PP10 Misure per il contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza

PL14 La prevenzione delle malattie trasmissibili nel paziente fragile con particolare riferimento a quelle prevenibili da vaccinazione

 

Linee traccianti della nuova Programmazione regionale

a. Consolidare i processi di intersettorialità a livello locale e sviluppare e mantenere reti che promuovano scelte favorevoli a comportamenti corretti per la salute. Mai come in questo periodo si è compreso quanto il sistema uomo-ambiente sia fragile e spesso in precario equilibrio, e quanto dipenda dall’uomo stesso cercare di preservarlo nel migliore modo possibile. Tutto questo è alla base del nuovo PRP, ed è stato sviluppato nelle diverse azioni dei macro obiettivi previsti, in maniera condivisa e integrata, non solo con diversi attori, ma con i diversi piani, atti, linee d’indirizzo, già attivi (Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile; Piano Socio-Sanitario Regionale della Regione del Veneto 2019/2023; Piano Triennale Regionale delle Dipendenze 2020-2022; Protocollo d’intesa Scuola-Regione Salute in tutte le Politiche; ecc.).

L’approccio seguito nella stesura del PRP 2020-2025 è quello One Health, approccio combinato, multidisciplinare e intersettoriale in cui si tiene conto di tutti i fattori determinanti lo stato di salute e di benessere: economici, sociali e ambientali per una strategia integrata ambiente e salute.

b. Creazione di ambienti che promuovono salute. Declinando nell’operatività la logica del Piano Nazionale della Prevenzione, l’attività dei Dipartimenti di Prevenzione nel prossimo quinquennio deve essere orientata alla creazione di ambienti (scuole, comuni, contesti lavorativi..) che si distinguono per avere intrapreso un percorso di salute, per essere diventati ambienti che promuovono e sostengono comportamenti salutari: si esce da una logica di singolo intervento alla logica di una strategia articolata di interventi svolti in un contesto favorevole al messaggio di salute. Al Dipartimento di Prevenzione spetterà il compito di farsi promotore nel territorio di questa politica, attraverso azioni di advocacy, alleanze, fornendo il supporto metodologico e le conoscenze necessarie per ottenere i risultati in termini di salute.

c. Rafforzamento del counseling dell’operatore sanitario. Se l’obiettivo principale del Piano è porre la persona al centro della salute, dalla prevenzione alla presa in carico, bisogna agire su un rinnovamento culturale della promozione della salute in quanto non solo assenza di malattia ma come benessere generale, dato da scelte responsabili sia individuali che collettive. Questo rinnovamento deve partire necessariamente da una solida formazione basata su evidenze scientifiche e buone pratiche, che coinvolga tutti gli operatori sanitari e sociosanitari che si trovano impegnati sia in contesti operativi che opportunistici, con la finalità di aumentare le competenze e di rendere omogenee modalità e informazioni a livello regionale. Il percorso formativo verterà sul rafforzamento del counseling breve, già consolidato nei precedenti Piani regionali di Prevenzione, individuato come buona pratica per agire sui comportamenti a rischio e inserito tra i LEA (D.P.C.M 12 gennaio 2017).

d. Creazione di percorsi di presa in carico per il contrasto delle fragilità. Il Piano intende avviare una logica di messa a sistema regionale integrato della prevenzione attivando e implementando percorsi di presa in carico degli individui con particolare focus sulle categorie fragili per i determinanti delle MCNT. Il mettere a sistema tutti i servizi e gli attori (sanitari e non sanitari) garantisce non solo l’intersettorialità, ma anche l’equità su tutto il territorio regionale al fine di potenziare ed estendere i programmi di prevenzione già esistenti e programmare eventuali nuovi interventi mirati, proattivi e sostenibili.

e. Alfabetizzazione sanitaria (Health literacy). Il nuovo scenario che si è aperto a partire da marzo del 2020 dovuto alla crisi emergenziale da COVID 19, ha portato ad aumentare la consapevolezza di quanto importante sia agire sulla cosiddetta “alfabetizzazione sanitaria” della popolazione generale, per incrementare competenze e risorse determinanti sia nel prevenire malattie croniche non trasmissibili, sia malattie infettive. Un sistema immunitario sostenuto da uno stile di vita salutare, ha maggior resistenza di fronte a diversi tipi di patologie. Inoltre, durante questi lunghi mesi, è diventata chiara la necessità per l’uomo di muoversi, allenarsi, e alimentarsi in modo adeguato, e gli effetti del periodo di chiusura si registreranno nei prossimi anni, con aumento di peso e di sedentarietà, e anche di varie dipendenze patologiche (alcol, fumo, gioco d’azzardo, e nuove tecnologie). E’ necessario che in ogni ambito di vita, in contesti opportunistici e non, gli operatori sanitari e non sanitari siano adeguatamente formati a dare informazioni chiare e univoche, per migliorare le conoscenze dei loro utenti in modo tale che i messaggi trasmessi siano omogenei.

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