Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Pubblico impiego, revoca part-time: primi effetti della riforma Brunetta
    Notizie ed Approfondimenti

    Pubblico impiego, revoca part-time: primi effetti della riforma Brunetta

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche11 Aprile 2011Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Non viola il principio di correttezza e buona fede di cui all’art. 16 L. 183/2010, la P.A. che non indichi analiticamente i motivi nell’atto di revoca, quando risulti pacifico tra le parti che vi siano reali ragioni di interesse pubblico alla ricostruzione dell’orario full time.

    Con l’ordinanza del 7 marzo 2011 il Tribunale di Firenze, in composizione collegiale, ha accolto il reclamo proposto dal Ministero della Giustizia avverso l’ordinanza emessa dal medesimo Tribunale in data 31/01/11, con cui in precedenza aveva sospeso, accogliendo la domanda cautelare della dipendente, l’efficacia del provvedimento di revoca dell’orario di lavoro part-time.

    Con l’entrata il vigore dell’art. 16 della legge n. 183/10 alle pubbliche amministrazioni è attribuito il potere di sottoporre a nuove valutazioni i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, già adottati prima del D.L. n. 112/08, senza che sia richiesto un particolare obbligo di motivazione formale ogniqualvolta siano stati osservati i principi di correttezza e buona fede. In altre parole, ribaltando quanto deciso in precedenza dal Tribunale, a parere del collegio la P.A. può revocare l’orario di lavoro part-time già concesso, in presenza di un reale pregiudizio alla funzionalità dell’ufficio in cui è incardinato il lavoratore, derivante dalla ridotta durata della prestazione lavorativa di quest’ultimo.

    D’altro canto, continua il provvedimento, è il difetto di motivazione in senso sostanziale e non in senso formale, a concretare l’inosservanza dei principi di buona fede e correttezza, in mancanza di una specifica previsione legislativa. De facto quindi si sta assistendo, sia a livello legislativo che giurisprudenziale, ad una inversione della rotta stabilita sin dalla legge n.662/1996, che prevedeva una sorta di trasformazione automatica dal tempo pieno al tempo parziale trascorsi 60 giorni dalla domanda del lavoratore.

    Ora, dubbi di incostituzionalità a parte, secondo il Giudicante anche le trasformazioni in part-time concesse prima del 25 giugno 2008 possono essere revocate al fine di uniformarle ai rapporti di lavoro stipulati successivamente, se l’amministrazione valuta che la presenza del lavoratore a tempo pieno sia necessaria ai fini dell’operatività dell’ufficio.

    Le ripercussioni che ne potrebbero discendere da questa interpretazione sugli oltre 170mila dipendenti pubblici (cioè circa il 4,7% contro il 24,1% dei dipendenti a tempo pieno, secondo i dati riferibili al IV trimestre 2010 pubblicato dall’Istat), che hanno ottenuto la trasformazione del proprio contratto da tempo pieno a part-time secondo le vecchie regole, rendono la decisione di grande rilievo sociale.

    In verità, che il forzato ritorno al full-time dei dipendenti sia una questione delicata, ben si comprende dalle circolari inviate agli Uffici giudiziari dal Ministero della Giustizia.

    Pur non avendo alcun valenza vincolante nell’interpretazione che i giudici chiamati a decidere dovranno offrire, il Ministero è intervenuto ulteriormente (ultima del 10/02/11) per chiarire le procedure operative di trasformazione che i responsabili della gestione delle risorse umane degli uffici dovranno seguire. E’ chiaro che, tenuto conto della scarna formulazione legislativa e dell’unilateralità con cui l’amministrazione adotta questi provvedimenti di revisione, unico strumento di tutela per il lavoratore rimane la via giurisdizionale: è il Giudice che dovrà perciò valutare in concreto il corretto uso di tale potere.

    (Ordinanza Tribunale FIRENZE 07/03/2011, n. 653)

    Ipsoa 11 aprile 2011

    Post Views: 388
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteTurnover ammesso solo se si supera la prova dei calcoli
    Precedente Izs e sanità. Due sentenze Consulta: Stato batte Regioni
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.