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Quegli strafalcioni (in lingua straniera) sul sito web di Expo. La società: team al lavoro, stiamo correggendo

Consecutio temporum sballate, costruzioni di frasi arrovellate, accenti gravi invece che acuti (e viceversa), e poi italianismi, refusi, strafalcioni. Leggendo le versioni straniere del sito Internet di Expo, insegnanti di lingue, interpreti e traduttori hanno scoperto numerose anomalie.

E si sono indignati: «Sembra abbiano messo i testi su Google translate» accusano dopo aver fatto partire una serie di tweet nei giorni scorsi contro le «inaccettabili» traduzioni sulla pagina dell’Esposizione universale, evento al via il primo maggio e per cui si prevedono 20 milioni di visitatori da tutto il mondo. «È scandaloso e imbarazzante» spiega Antoine Boissier, insegnante all’Institut Français.

Dalla società Expo, interpellata ieri dal Corriere , rispondono spiegando che esiste un team di persone che si dedica soltanto al sito Internet tra cui alcuni traduttori, anche di madrelingua: «Stiamo valutando il da farsi ma è vero, ci sono arrivate alcune segnalazioni. Correggeremo, ma certo non usiamo traduttori automatici».

Per rendersi conto degli errori, basta navigare verso l’homepage di Expo. In una delle prime sezioni — la voce «Learn more», in italiano «Cos’è», vale a dire dove le persone cercano di approfondire il tema di Expo ( Feeding the planet , Nutrire il pianeta) — si legge subito «Not only is it an exhibition but also a process». Letteralmente: «Non solo è un’esibizione ma anche un processo». «Che orrore!» è la reazione della traduttrice del Corriere Maria Sepa. «Già la costruzione denota scarsa conoscenza della lingua, ma anche capire il senso di queste parole sommate tra loro è impossibile: cosa volevano dire con “process”? Forse “experience”, esperienza?».

Ancora in homepage si legge il titolo «Albanese looks backstage at the communication campaign of Expo Milano 2015». Il riferimento è alla campagna di comunicazione di Expo, la cui «voce» sarà l’attore Antonio Albanese, ma nessuno conosce l’espressione «looks backstage», semplicemente «perché non esiste».

Con il francese, la situazione non sembra migliore. Tanto che a Palazzo delle Stelline — storico edificio in corso Magenta dove convivono, fra gli altri, numerosi enti transalpini economici e culturali — sono arrivate le segnalazioni piccate delle imprese. «Non è serio» hanno detto, mettendo in dubbio la loro partecipazione.

Concordanze discordi, femminili che diventano maschili, plurali al singolare, traduzioni di parole inesistenti. I rendez-vous internationals diventano «internationales», gli accenti cambiano verso. Anche lo sconto sul biglietto d’ingresso, une remise , diventa un remise , come fosse «la sconta».

Gli scivoloni sono innumerevoli, articolo dopo articolo, informazione dopo informazione. «È inaccettabile — afferma ancora Boissier — i miei studenti sono scandalizzati. Molti di loro avrebbero fatto meglio». Cittadino francese, a Milano da 15 anni, il «prof» dice di sentirsi «offeso», più in quanto milanese che in quanto francese: «È questo il biglietto da visita della città ai milioni di visitatori di Expo? Dovrebbero essere testi curati e impeccabili. Speriamo non accada lo stesso alle conferenze in programma durante l’evento. Gli interpreti saranno all’altezza? Altrimenti è una presa in giro».

Giacomo Valtolina – Il Corriere della Sera – 1 febbraio 2015

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