Breaking news

Sei in:

Rapporto dell’Ocse 2014, in Italia la spesa sanitaria continua a calare. Spendiamo 275 dollari a testa in meno degli altri Paesi

ocsedi Paolo Panceri. In Italia la spesa sanitaria continua a diminuire, secondo quanto riporta il Rapporto Statistico 2014 dell’Ocse. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la riduzione si deve soprattutto agli interventi del governo per contenere i disavanzi di bilancio. Secondo stime preliminari, queste riduzioni hanno un tasso pari a -3% in termini reali nel 2013. La quota di Prodotto interno lordo italiano relativa alla spese sanitarie era del 9.2% nel 2012. Si tratta di una percentuale molto vicina alla media dei Paesi Ocse (9.3%), ma molto più bassa ad esempio di quella degli Stati Uniti (che ha speso il 17.7% del Pil per la sanità sempre nel 2012) e di altre nazioni come Paesi Bassi (11.8), Francia (11.6), Svizzera (11.4) e Germania (11.3). In valori di spesa pro capite in dollari americani a parità di potere d’acquisto, l’Italia spende 3.209 dollari, mentre la media Ocse è di 3.484 dollari.

Il ruolo del settore pubblico nei risparmi. In Italia, come nella maggioranza delle nazioni Ocse, il settore pubblico rappresenta la più importante fonte di finanziamento di spesa. Nel 2012 in particolare la quota ha raggiunto il 77%, tasso superiore alla media Ocse, che è del 72%. Nella riduzione complessiva delle spese sanitarie ha inciso il taglio della spesa farmaceutica, soprattutto nelle Regioni, che dal 2009 è diminuita ogni anno, con un calo di oltre il 6% in termini reali nel 2012 e del 14% tra il 2008 e il 2012. Oltre ai tagli regionali, il calo delle uscite deriva anche dalla riduzione dei margini per grossisti e farmacie e dalla diminuzione dei prezzi dei farmaci generici sulla base di un sistema di prezzi di riferimento. La quota di mercato dei farmaci generici in Italia è aumentata dal 6% del 2008 al 9% nel 2012, ma rimane molto inferiore a quelle osservate altri paesi Ocse.

Aspettativa di vita e mortalità. L’Italia si conferma come Paese con livelli di aspettativa di vita molto elevati, pari a una media di 82.3 anni (donne 84.8 e uomini 79.8). Questa media si colloca sopra quella Ocse di 80.2 anni (77.5 per gli uomini e 82.8 per le donne). Nel 2012 soltanto Giappone, Islanda, Svizzera e Spagna arrivano ad avere una speranza di vita superiore a quella dell’Italia. Malattie cardiovascolari e cancro sono le due principali cause di morte. Per entrambe le patologie, il nostro Paese sta al di sotto della media Ocse: 256 morti ogni 100.000 abitanti per le malattie cardiovascolari (media Ocse 296.4) e di 216.4 morti per il cancro (media Ocse 213.1).

Stato di salute e fattori di rischio: fumo, obesità e alcol. Nel 2012 la speranza di vita alla nascita in Italia era di 82.3 anni, oltre due anni in più rispetto alla media Ocse (80.2 anni). L’Italia si piazza al quinto posto nella graduatoria dei Paesi con l’aspettativa migliore, superata soltanto da Giappone, Islanda, Svizzera e Spagna. Buoni risultati anche nella lotta contro il fumo. Qui il nostro Paese nel 2012 ha avuto un tasso di fumatori del 22.1%, contro il 24.4% del 2000, anche se la percentuale di tabagisti in Italia è un po’ più alta rispetto alla media Ocse del 21%. Alcuni paesi nordici (Svezia, Norvegia, Islanda), gli Stati Uniti e l’Australia hanno ridotto la percentuale di fumatori tra gli adulti a meno del 16%. Siamo invece sotto la media per il consumo di alcol, con 6.1 litri di consumo pro capite (media Ocse 9). Quanto al’obesità tra gli adulti, il fenomeno è aumentato di poco in Italia negli ultimi dieci anni, rispetto ad altri paesi Ocse: da 8.6% nel 2000 a 10.4% nel 2012, percentuale calcolata in base ai dati di altezza e di peso auto-riferiti. L’aumento della prevalenza dell’obesità lascia prevedere un aumento di patologie croniche quali il diabete e le malattie cardiovascolari, con ripercussioni importanti sulla spesa sanitaria futura.

Numero medici, infermieri e posti letto. Con 3.9 medici ogni mille abitanti l’Italia si colloca sopra la media OCSE di 3.2 medici, al contrario risulta sotto la media sia per il numero di infermieri, 6.4 ogni mille abitanti, contro gli 8.8 della media OCSE, che per il numero di posti letto in ospedale per acuti dove ci attestiamo su una media di 3.4 per mille abitanti contro i 4.8 della media OCSE. Quest’ultimo dato mostra in particolare una netta diminuzione dei posti letto italiani che solo 12 anni fa erano 4.7 ogni mille abitanti.

Il Sole 24 Ore sanità e Quotidiano sanità – 1 luglio 2014 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top