Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Recovery, piano domani in Cdm. Tensione su saldi e task force. Iv: «Non voteremo la struttura». Malumori anche nel Pd e nel M5S
    Notizie ed Approfondimenti

    Recovery, piano domani in Cdm. Tensione su saldi e task force. Iv: «Non voteremo la struttura». Malumori anche nel Pd e nel M5S

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati6 Dicembre 2020Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email
    Il Sole 24 Ore domenica. Una bozza «sostanziosa» articolata in quattro capitoli: il quadro generale e gli obiettivi; le sei missioni (digitalizzazione, rivoluzione verde, infrastrutture per la mobilità, istruzione e ricerca, inclusione di genere, sociale e territoriale, salute) su cui insisteranno i 60 progetti complessivi, organizzati in 17 cluster; la governance, che si intende tradurre in un emendamento alla manovra; la valutazione di impatto sul Pil, sul recupero dei ritardi del Paese e sul rispetto dei target dell’Agenda Ue al 2030. Con tanto di budget e appostamenti.

    Il documento di aggiornamento del lavoro sul Recovery Plan italiano approderà domattina in Consiglio dei ministri (che dovrebbe slittare dalle 9 alle 11), per essere poi trasmesso alle Camere. Ma non sarà una passeggiata. La tensione è altissima. Ieri alla Stampa Matteo Renzi ha detto chiaro e tondo che Italia viva in Consiglio dei ministri e in Parlamento «voterà contro ulteriori e pletoriche task force». È uno stop netto all’architettura gestionale, difesa sia dal premier Giuseppe Conte sia dal ministro dem dell’Economia Roberto Gualtieri. A Iv non piace né l’idea della struttura capitanata dai sei supermanager né il “triumvirato” Conte, Gualtieri e Patuanelli indicato come «comitato esecutivo» con la giustificazione che si tratta dei «ministeri di spesa».

    Se Renzi e i suoi lo dicono apertamente, altri covano malumore senza esporsi. Un big M5S non usa mezzi termini: «La struttura non convince nessuno». I parlamentari Pd fibrillano e continuano a invocare un pieno coinvolgimento delle Camere, a partire dal capogruppo in Senato Andrea Marcucci. Anche qualche ministro storce il naso. Non a caso Gualtieri ieri ha sottolineato come la norma sulla governance «non è un capriccio ma uno dei doveri che ci chiede la Commissione Ue». E che il team tecnico «avrà la funzione di aiutare e non di espropriare i titolari delle rispettive funzioni di spesa e di attuazione del Recovery Plan». Ovvero gli altri ministeri. Il timore che serpeggia nella maggioranza è invece proprio quello di un accentramento nelle mani di Conte e di ministri a lui vicini attraverso la creazione di una struttura parallela. «Più evidenziamo la necessità di condividere le scelte, più continua ad arroccarsi», è la diagnosi.

    Nasce anche da qui l’altro nodo ancora da sciogliere che ieri teneva banco nelle interlocuzioni tra Palazzo Chigi e i dicasteri in prima linea: l’opportunità di indicare o meno i saldi di spesa nel documento. Perché anche sulla quantificazione delle risorse da appostare manca l’accordo politico.

    Conte, nell’intervista di ieri a Repubblica, ha confermato la volontà di arrivare in Cdm con la proposta completa («Ci ritroveremo per approvare il budget del Recovery Fund con tutti gli appostamenti») e ha promesso un approfondimento sui 60 progetti «che sono ormai in dirittura finale». Progetti che dovranno essere assegnati tramite bandi pubblici europei. Il premier sa che deve inviare segnali rassicuranti, sia alla sua maggioranza che scalpita («Bisogna spendere bene i miliardi che arrivano dall’Europa, bisogna correre», ha incalzato il segretario dem Nicola Zingaretti) sia soprattutto a Bruxelles, dove è alta la preoccupazione.

    Il piano sarà un mix tra investimenti e riforme, ha precisato Gualtieri. Il 40% dei fondi (83 miliardi), più del 37% che impone Bruxelles, riguarderà la transizione verde con investimenti massicci in risorse rinnovabili e sostegno allo sviluppo di nuovi settori, come l’idrogeno. Circa 15 miliardi serviranno a un vasto programma di efficientamento energetico, cablaggio e messa in sicurezza di scuole e ospedali. Per l’edilizia privata ci sarà l’estensione del superbonus 110%. Il 20% (42 miliardi) sarà invece destinato ai progetti sul digitale, con il focus sull’innovazione nella Pa. Per gli asili nido ci saranno oltre 2 miliardi. Sui trasporti spinta al rinnovo dei mezzi del Tpl e al trasporto su rotaia, per l’alta velocità di rete e il potenziamento di alcune tratte, come la Napoli-Bari e la Palermo-Catania-Messina. E poi logistica ed elettrificazione dei porti, a partire da Genova e Trieste.

    Post Views: 214
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Seguente«Terapia intensiva, ora muore un paziente Covid su due». La Regione: la metà dei degenti ha tra i 40 e i 60 anni. Un contagiato su 200 finisce in rianimazione
    Precedente Un bunker militare per la sicurezza dei vaccini anti-Covid. Nell’aeroporto di Pratica di Mare creato un hub per stoccare i primi 3,4 milioni di dosi
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025

    Corte Ue boccia l’Italia: vanno pagate le ferie non godute, anche nel pubblico

    19 Gennaio 2024

    Nuovo decreto farmaci, dal Ministero nota con le prime modifiche al sistema Rev

    18 Gennaio 2024
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2025 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.