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Referendum costituzionale del 4 dicembre, indagine Doxa-Dossetti: gli italiani ignorano le ricadute delle riforme sulla sanità pubblica

di Claudio Giustozzi (segretario nazionale Associazione Dossetti). Anteprima. La Doxa ha pubblicato i risultati dell’indagine d’opinione su “Referendum Costituzionale e revisione Titolo V della parte II della Costituzione”, commissionata all’agenzia dall’Associazione Dossetti-I Diritti.

Dall’indagine (1.000 interviste telefoniche, realizzate tramite il sistema CATI, ad un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta; le interviste sono state realizzate dal 14 al 16 Novembre 2016) emerge una preoccupante scarsa conoscenza dei temi che riguardano la revisione della Costituzione nelle sue ricadute sulla sanità pubblica: poco più di 1 Italiano su 10 (12%) sa davvero di cosa parla il titolo V e solo il 4% degli intervistati conosce nel merito il contenuto dell’art.117 del Titolo V. L’indagine d’opinione era stata sviluppata su precisa richiesta della Dossetti, molto dubbiosa sul grado di consapevolezza degli italiani sui fattori reali in gioco il prossimo 4 dicembre.

Il sondaggio d’opinione purtroppo conferma la scarsa conoscenza degli italiani in merito ai quesiti referendari che riguardano da vicino la salute. Questo referendum è stato personalizzato e politicizzato a tale punto da oscurare in modo pericoloso i veri contenuti della riforma della carta costituzionale, modifiche che in ogni modo ricadranno sui cittadini. L’Associazione Dossetti da sempre raccoglie in modo indipendente la voce degli italiani e ci preoccupa davvero sapere che la gran parte dei cittadini andrà a votare praticamente all’oscuro di quello che accadrà con la modifica dell’art.117.

Il 24 novembre la Dossetti proporrà a Roma un dialogo inedito sugli incroci pericolosi tra referendum e salute, a cui saranno presenti un esponente dei 5 Stelle e uno del Pd renziano. Desideriamo fornire un ambito di autentico confronto nel merito e sui contenuti e l’indagine Doxa ci conferma in questo nostro approccio: occorre sapere cosa accade con la modifica del 117. Noi auspichiamo un rafforzamento dei poteri centrali, con la creazione di un superministero che assicuri una governance equilibrata, omogenea e coerente nella sanità di tutte le regioni, uscendo cosi dall’attuale situazione a macchia di leopardo. Nostra paura è la conferma di uno status quo iniquo, ma anche temiamo un rafforzamento indiscriminato del ministero dell’Economia e Finanze, che potrebbe radicalizzare la situazione attuale, nella quale la sanità è un tassello succube dei conti dello Stato.

SAnità 24 – 21 novembre 2016 

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