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Regione, agli assessori tornano i vicesegretari. La spesa: 800mila euro. Forcolin: «Sono figure fondamentali dopo il taglio del personale, in ogni caso i saldi restano invariati»

Erano stati aboliti in pompa magna con una legge del 2012, quella sulla riorganizzazione della giunta regionale. Adesso, anche se ad accorgersene sono stati solo gli addetti ai lavori, sono ricomparsi. Ripristinati. Ritornati m vita grazie a un emendamento al Collegato alla legge di stabilità che pare essere stato scritto appositamente per risultare indecifrabile. Tranne, appunto, agli interessati. Tant’è, la notizia è che la giunta di Luca Zaia ha deciso di assegnare nuovamente alle segreterie degli assessori la figura del vicario. Il che significa che potenzialmente a Palazzo Balbi ci saranno 12 vicesegretari, uno per ciascuno dei 9 assessori, uno per il governatore Luca Zaia, uno per il vicepresidente Gianluca Forcolin e uno per il direttore Fabio Gazzabin.

Dal punto di vista retributivo, chi sarà designato vicesegretario si porterà a casa circa mille euro netti in più al mese, cioè i 12.900 euro annui lordi previsti per la posizione organizzativa più i 3.225 euro lordi di premio di produttività. Per le casse della Regione saranno 193.500 euro all’anno di spesa. E siccome i vicari resteranno in carica fino alla fine della legislatura, quindi tutto il 2017, il 2018, il 2019, il 2020, complessivamente la reintroduzione dei vicariati costerà circa 800mila euro. L’emendamento – che adesso è l’articolo 107 del Collegato – era stato presentato dal relatore Marino Finozzi e da nessuna parte compare la parola “vicari”. Il “codicillo” si limita infatti a dire che “la disciplina di cui al comma 2 dell’articolo 31 della legge regionale 54 del 2012 trova applicazione anche per la sola legislatura m corso”. La legge 54 del 2012 stabiliva due cose: che dalla legislatura successiva, cioè l’attuale 2015-2020, il personale delle segreterie degli assessori doveva essere ridotto di un terzo (per Zaia e Forcolin da 8 a 5 di cui massimo 3 a chiamata diretta, per gli altri assessori da 7 a 4) e che non potevano esserci i segretari vicari, previsti solo “in via transitoria” fino al 2015. Non solo: l’emendamento Finozzi legava il taglio delle dotazioni delle segreterie non alla singola struttura ma alla “dotazione complessiva dell’insieme delle strutture indicate”, il che avrebbe consentito con il meccanismo dei resti di arrivare a 57 collaboratori finali. Piero Ruzzante (Pd) ha invece presentato un subemendamento che lega le dotazioni delle dotazioni delle segreterie alle singole strutture facendo calare il totale dei collaboratori a 50. Il subemendamento di Ruzzante è stato accolto dalla Lega, ma così è passato anche il ripristino vicariati.

Cosa succede adesso? Non ci saranno le 7 assunzioni in più che aveva ipotizzato Finozzi (e che sarebbero costate circa 210mila euro annui), ma – a discrezione degli assessori – ci saranno i vicesegretari. Il vicepresidente Gianluca Forcolin dice che sono figure fondamentali dopo il taglio del personale: «Una buona segreteria dell’assessore non solo agevola il lavoro dello stesso ma da risposte in tempi rapidi all’esterno e al cittadino utente». E la spesa di 200mila euro annui in più? «Finozzi ci ha assicurato che i saldi restano invariati, c’è anche scritto: “nel rispetto del limite del tetto massimo di spesa”».

Il Gazzettino – 30 dicembre 2016 

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