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Regione, il bilancio passa, la maggioranza scricchiola. Tensioni tra Forza Italia e Lega, Giorgetti e Donazzan lasciano l’aula. E Berlato (Fdi) ne approfitta

Il bilancio di previsione 2016 della Regione Veneto approvato nella notte di San Valentino (alle 00.10 di domenica 14 febbraio, 45 presenti su 51, 26 voti favorevoli, 19 contrari) passerà alle cronache non solo per aver avuto il via libera in appena tre sedute, ma anche per i primi strappi all’interno della maggioranza, con Forza Italia che se è andata sbattendo la porta e malcelati mal di pancia pure all’interno del Carroccio.

Motivo: quel caffè consumato a Palazzo Balbi lo scorso 12 gennaio nel tête-à-tête tra il governatore Luca Zaia e la capogruppo del Pd Alessandra Moretti per affrontare il tema dell’imminente bilancio, alla fine ha prodotto un risultato lapalissiano: l’opposizione dem non ha fatto ostruzionismo, ma si è portata a casa molto di più degli stessi componenti di maggioranza. I quasi 3 milioni aggiuntivi per la cultura, ad esempio, altrettanti per il sociale, svariati impegni su interventi puntuali, siano scuole o ospedali. E a parte il Pd, all’interno della maggioranza l’unico soddisfatto può dirsi Sergio Berlato, il paladino delle doppiette e capogruppo di Fratelli d’Italia che ha strappato all’assessore di Forza Italia Elena Donazzan mezzo milione di euro prendendoli dalla formazione professionale per destinarli alla caccia.

Il tutto con la Lega che, complice l’assenza di Donazzan, non ha battuto ciglio. La lunga e convulsa giornata di sabato che poi si è conclusa con l’approvazione del bilancio ha registrato scontri accesi tra l’assessore Gianluca Forcolin e il decano di Palazzo Ferro Fini, il vicepresidente del consiglio regionale, forzista, Massimo Giorgetti. Che, d’accordo con i colleghi Massimiliano Barison e la stessa Donazzan, in più di una occasione è sbottato ad alta voce, facendosi (volutamente) sentire da tutti. Tema: qui non c’è confronto tra alleati, l’assessore Forcolin tratta con il Pd e non ci dice niente, nulla ci è stato detto nemmeno dell’emendamento sulla restituzione dei contributi previdenziali ai consiglieri, se ci reputate ininfluenti allora tanto vale andarsene. Una “piazzata” quella di Giorgetti, che, sommessamente, è stata condivisa anche da parte dei leghisti. Perché ai fedeli del Carroccio e della Lista Zaia rimasti incollati in aula per tre giorni ad assicurare il numero legale, era stato prescritto silenzio e ubbidienza.

I rumors di Palazzo raccontano addirittura che a un certo punto ai singoli consiglieri leghisti sarebbe stata promessa una sorta di budget 50mila euro a testa per far fronte alle richieste dei tenitori rappresentati – così da far cessare il disagio. Quello degli azzurri, in compenso, è esploso e Berlato ne ha approfittato. Il blitz si è consumato quando l’assessore al Bilancio Forcolin ha presentato il maxi emendamento di giunta che racchiudeva l’intesa con l’opposizione. Donazzan se n’era già andata, attesa per un convegno con l’ambasciatore russo all’Onu e presidente del congresso mondiale delle famiglie Alexey Komov. Giorgetti ha sbattuto la porta poco dopo, in aperto contrasto con le scelte di Forcolin di accontentare solo l’opposizione e di non dare risposte gli alleati. La scelta era stata di lasciare il solo capogruppo Barison in aula, giusto per lanciare un segnale. Senonché, a sorpresa, sugli scranni dei consiglieri regionali è piombato un foglietto: emendamento presentato dal relatore Marino Finozzi che assegnava mezzo milione di euro al programma Caccia e Pesca, specificatamente a quanto stabilito dall’articolo 28 della legge 50 del 1993. Ossia: ci sono danni prodotti dalla fauna selvatica e nell’esercizio dell’attività venatoria? Bene, i risarcimenti li paga la Regione. E siccome la Regione non dispone di bancomat che sputi soldi a piacimento, è chiaro che per stanziare 500mila euro alla caccia bisogna toglierli a qualcun altro. A chi? Alla Formazione professionale di Donazzan, acerrima nemica di Berlato. Il quale, pur senza fare nomi, si era già premurato di far notare certe assenze: «Noi siamo qui a occuparci del bilancio della Regione e qualcun altro è andato via a farsi gli affari suoi».

La Lega poteva opporsi al blitz? Chissà, forse se Donazzan fosse stata presente, forse se Giorgetti non avesse inveito contro Forcolin o, più semplicemente, se Berlato non avesse dato segni di insofferenza schierandosi ad esempio con il M5s per far ritirare la norma sulla restituzione dei contributi previdenziali. Tant’è, il consigliere Andrea Zanoni, impegnato animalista nonché uno dei pochi del Pd a portare a casa ben poco nella trattativa degli emendamenti, ha denunciato: “Tolti i soldi ai giovani per destinarli ai cacciatori”. Adesso come andrà? Ufficialmente dalla Lega sono arrivati solo plausi per l’approvazione del bilancio: dieci minuti dopo sono stati diffusi i comunicati stampa di Zaia (che non era in aula e quindi non ha votato: «Pietra miliare della legislatura, il primo bilancio non ereditato») e a seguire degli assessori Forcolin, Marcato, Coletto, Bottacin, Lanzarin, mentre il presidente del consiglio Roberto Ciambetti ha anche ringraziato il personale dell’ente. La capogruppo Pd, Moretti: «C’è stato un dibattito serio ma restano delle lacune da colmare, in primis la mobilità. La nostra battaglia per la cultura ha avuto un esito soddisfacente». E il capogruppo della Lega, Nicola Finco: «Un risultato storico approvare il bilancio in tre giorni, la maggioranza è stata compatta, l’opposizione consapevole e costruttiva». Appunto: l’opposizione adesso rischia di formarsi in casa.

Alda Vanzan – Il Gazzettino – 15 febbraio 2016 

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