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Regione, il personale sale a quota 3.100. Arrivano i fuoriusciti dalle Province. Venezia stanzierà anche 40 milioni per quelli che restano agli enti locali

Piero Erle. La Regione fa crescere la pianta organica e va oltre quota 3 mila per salvare i dipendenti messi in mobilità dalle Province. Come noto, e come ricorda una delibera di Giunta regionale fatta approvare dal vicepresidente Gianluca Forcolin, la Regione Veneto ha deciso di assicurare «per gli anni 2015/2017 la copertura del costo del personale provinciale che alla data del 30 ottobre 2015 continua ad esercitare le funzioni non fondamentali, compreso il costo del personale addetto alle funzioni di polizia provincia le, personale che rimane inserito nelle dotazioni organiche provinciali e della Città metropolitana di Venezia».

E nel bilancio preventivo del 2016 ha già indicato di voler stanziare 40 milioni per questo. In base però all’Accordo sottoscritto a fine ottobre nell’ambito dell’Osservatorio regionale tra Regione, Unione Province, Città metropolitana, AnciVeneto (Comuni) e Uncem (Comunità montane) «è stato individuato il personale provinciale adibito alle funzioni non fondamentali oggetto di riordino ai sensi. Detto personale è stato quindi inserito nel Portale della mobilità, a cura della Regione» e in base agli accordi era previsto «che il personale individuato sia trasferito con decorrenza 1° gennaio 2016 nei ruoli della Regione del Veneto». L’accordo insomma è in vigore da ieri, e l’urgenza dell’operazione costringe a rivedere abbondantemente la pianta organica che nel 2013 l’allora giunta Zaia-uno aveva fissato in 2700 persone. Adesso, con i 400 nuovi arrivi che mantengono «posizione giuridica ed economica, con riferimento alle voci del trattamento economico fondamentale e accessorio, in godimento all’atto del trasferimento, nonché l’anzianità di servizio maturata», si sale quindi a una pianta organica per la Regione di oltre 3100 persone. Per l’aumento di costi «le risorse destinate a finanziare le voci fisse e variabili del trattamento accessorio» e altre «vanno a costituire specifici fondi». E sarà il dirigente delle risorse umane a destinare a un incarico ciascuno dei nuovi arrivi.

IL Giornale di Vicenza – 2 gennaio 2015 

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