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Regione Lazio, Cancellieri: «Si voti entro novanta giorni»

Il ministro: «Prima si va alle elezioni e meglio è, anche perché per le regioni non è previsto il commissariamento»

ROMA – «Abbiamo fatto approfondimenti tecnici con gli esperti del ministero e dell’avvocatura dello Stato per le elezioni nella Regione Lazio, l’indicazione è quella di rispettare il termine dei 90 giorni». Lo sostiene il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che ne ha parlato al Festival del Diritto di Piacenza. «Questo risponde – aggiunge il ministro Cancellieri – anche ad un’esigenza di tipo operativo, prima si va alle elezioni e meglio è, anche perché per le regioni non è previsto il commissariamento».

La collaborazione. Il ministro dell’Interno darà alla Regione Lazio la massima collaborazione in termini di competenze tecniche sulla vicenda delle elezioni, dopo le dimissioni di Renata Polverini. «Ci sono conflitti – ha spiegato la Cancellieri – tra le norme nazionali e lo statuto della Regione Lazio, c’è il precedente delle scorse elezioni. Tuttavia il parere dell’avvocatura dello Stato ci fa intendere che tutto deve avvenire entro il terzo mese. Però – ha ribadito la Cancellieri – è una scelta che spetta alla Regione Lazio e non al ministero».

I costi della politica. «Bisogna mettere strumenti di controllo e verifica più stringenti ed efficaci, poi farsi tutti carico di una grande attenzione su quello che accade, ma non bisogna generalizzare. Sono avvenute cose gravi ma c’è anche la gran parte della società civile che è corretta. Sono perfettamente d’accordo con quello che ha detto Napolitano» sostiene Cancellieri commentando le inchieste che riguardano alcune Regioni, in particolare il Lazio

 Giovedì decreto in consiglio dei ministri. Taglio dei consiglieri e bilanci certificati per Regioni e Comuni

Taglio di 300 poltrone di consigliere regionale e passaggio al sistema di calcolo contributivo per la determinazione del trattamento previdenziale. E poi, ancora, sforbiciata alle indennità, con le spese di chi è eletto e dei gruppi che andranno sottoposte a certificazione. Porta chiusa alle autocertificazioni. Verifiche della Corte dei conti sui bilanci dei partiti. Sono questi, in estrema sintesi, i punti base del provvedimento che interviene sui costi della politica. Per le Regioni che non si adegueranno alle nuove regole, scatteranno sanzioni. Il decreto dovrebbe essere all’esame del consiglio dei ministri di giovedì. Ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha sottolineato: vanno commissariati i Governatori non virtuosi. Sempre giovedì dovrebbe arrivare in Cdm il decreto Sviluppo bis. Linee guida suggerite dalle Regioni Le linee guida per mettere mano ai tagli sono state suggerite dalle Regioni. Ora il Governo deve produrre un testo, che sia in grado di coprire le spalle contro eventuali ricorsi presentati dai diretti interessati. Dal 2008 degli oltre mille ricorsi alla Corte costituzionale, infatti, oltre 600 riguardano il contenzioso Stato – Regioni (si veda Il Sole 24 Ore di oggi). Bersani: il Governo assuma per decreto la proposta delle Regioni «Il governo – ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, all’assemblea per il Sud a Lamezia Terme – assuma per decreto la proposta portata dalle Regioni, tramite Errani e si facciano i tagli in pochi giorni. Poi pero’ si vada avanti e si pensi a riforme sul sistema delle autonomie».

Ilsole24ore.com – 1 ottobre 2012

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