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Regione. Migliaia di schede contestate e 4 esposti sul riparto dei voti. La proclamazione slitta a venerdì. Eletti ancora da ratificare. Solo tre tribunali hanno mandato le carte a Venezia

I conti ancora non tornano: per questo slitta di nuovo l’insediamento della nuova amministrazione regionale. Attesa per l’inizio di questa settimana, la proclamazione degli eletti non avverrà prima del weekend, secondo quanto trapela dalla Corte d’appello di Venezia, tuttora alle prese con le conseguenze dei ritardi e degli errori accumulati dalle sezioni. La mancata ufficializzazione del consiglio comporterà così un rinvio anche della presentazione della giunta.

In questi giorni a Palazzo Ferro Fini circola la voce secondo cui sarebbero addirittura oltre 24 mila le schede da ricontrollare fisicamente, una per una, da un angolo all’altro del Veneto. Per il momento a Palazzo Corner Contarini dai Cavalli nessuno è in grado di confermare questa cifra. «I dati – spiegano dall’ufficio centrale regionale – non hanno ancora finito di affluire. Su sette tribunali, hanno completato le operazioni in tre e ci mancano gli altri quattro. Non basta l’invio in posta elettronica della documentazione digitale, occorre anche la consegna dei plichi cartacei». Dalle varie sedi provinciali è stato però garantito che l’attività dovrebbe essere completata entro stamattina. «Purtroppo – continuano dalla Corte d’appello – ci sono stati parecchi problemi con i presidenti di seggio. In diversi casi dai verbali non si capiva niente, i numeri non quadravano: i totali indicati non coincidevano con i risultati delle somme. Pertanto i tribunali hanno dovuto convocare i presidenti per individuare le inesattezze. In più c’è anche la questione dei voti dubbi e contestati, che subito non sono stati assegnati e che adesso vanno verificati. E poi si pone il tema dell’interpretazione della legge elettorale, che andrà risolta dai magistrati che compongono la commissione».

Il nodo da sciogliere riguarda il meccanismo del riparto dei voti e del calcolo dei resti. Un sistema così macchinoso da consentire appunto dubbi interpretativi, che in alcuni casi hanno già determinato altrettanti esposti. Tecnicamente non si tratta di ricorsi (quelli potranno essere presentati al Tar successivamente: il trevigiano Rolando Bortoluzzi di Indipendenza Noi Veneto l’ha già commissionato ad un legale), ma di note che prospettano un diverso peso delle preferenze. A depositarle in cancelleria sarebbero stati in quattro: il padovano Maurizio Conte della Lista Tosi (rimasto fuori al posto del trevigiano Leonardo Muraro), il veneziano Otello Bergamo di Forza Italia (per il momento lo scranno è stato assegnato alla vicentina Elena Donazzan), il padovano Marino Zorzato di Area Popolare (escluso a vantaggio del veneziano Massimo Mancini) ed il vicentino Antonio Guadagnini di Indipendenza Noi Veneto (per ora la poltrona risulta accordata alla veneziana Ilaria Padoan). Dice il venetista, a bocca asciutta nonostante i 1.046 voti incassati, a fronte degli 85 bastati all’altra candidata per considerarsi eletta: «Ho grande fiducia nella valutazione della Corte d’appello. La norma è chiara nell’affermare come dev’essere garantita la rappresentanza sia in termini geografici che di consistenza dei partiti. In provincia di Vicenza quel nono posto spetta alla nostra lista ed in particolare a me».

Qui ed ora vale dunque l’avvertenza rimarcata dall’osservatorio elettorale del consiglio regionale, in calce alla pagina che prospetta la composizione ufficiosa dell’assemblea: «I dati sopra esposti sono forniti a scopo puramente informativo e non rivestono carattere d’ufficialità». Per dirla con la Corte: «Si tratta di una proiezione basata su dati non corretti. Per avere i numeri definitivi bisognerà aspettare fino a venerdì». Entro dieci giorni da allora avrà luogo la prima seduta del consiglio regionale, per l’elezione del presidente, dopodiché entro i successivi venti la giunta sarà presentata in aula.

Angela Pederiva – Il Corriere del Veneto – 9 giugno 2015 

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