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Sorveglianza. Regione Veneto finanzia Usl 6 Vicenza per gli accertamenti autoptici della malattia di Creutzfeldt-Jakob

1a1a1_0a01prion_pathology_figure_1E’ stata pubblicata sul Bur del 25 settembre la delibera numero 1795 del 4 settembre con cui la Giunta regionale destina 15.883 euro quale rimborso per il 2011 degli esame autoptici nei casi di sospetta malattia di Creutzfeldt-Jakob in Veneto eseguiti all’Usl 6 di Vicenza. L’indagine biochimica e l’esame istopatologico dell’encefalo vengono effettuate all’Istituto di Neuropatologia del Policlinico Rossi di Verona. Nei casi in cui i pazienti decedono in strutture ospedaliere con sale autoptiche non idonee la Regione Veneto ha invece individuato la Unità operativa sanitaria di Medicina necroscopica e anatomia patologica forense dell’Ospedale di Vicenza quale struttura più adatta per l’esecuzione degli esami di accertamento autoptico.

La Regione rimborsa all’Usl 6 le autopsie effettuate sui pazienti deceduti per encefalopatia spongiforme dirottati da altre Usl, pagando per ciascuna prestazione 1.985 euro. E’ dal 2001 che è stato istituito con decreto ministeriale l’obbligo in Italia di autopsia nei casi clinici di sospetto morbo di Creutzfeldt Jakob.

Il Veneto, quindi, non abbassa la guardia sul fronte delle encefalopatie. Il reparto di medicina legale diretto dal dottor Andrea Galassi costituisce un osservatorio privilegiato sull’andamento della malattia. Negli ultimi sei anni, dal 2006 al 2011 nell’ospedale vicentino sono state effettuate ben 34 autopsie su pazienti deceduti per sospetta encefalopatia. «Nel novanta per cento dei casi» sottolinea il dottor Galassi, «l’esame autoptico ha confermato la presenza del morbo di Creutzfeldt Jakob, cioè la variante umana dell’encefalopatia». I casi di sospetta Creutzfeldt-Jakob trattati a Vicenza sono stati 8 tra il 2006 e il 2007, 4 nel 2008, 5 l’anno successivo, nel 2010 il picco di 9 casi. L’anno scorso sono state effettuate 8 autopsie e 6 esami svolti dall’equipe del dottor Galassi hanno confermato la presenza del morbo, ma sempre nella variante umana. «Il Veneto» sottolinea Galassi, «è una delle poche regioni Italiane ad avere un programma di sorveglianza sulle encefalopatie spongiformi e questo consente di monitorare costantemente la situazione».

informazioni tratte dal Mattino di Padova – 28 settembre 2012

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