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Regioni: con gli ammortamenti in bilancio, andranno tutte in rosso

Oggi la Conferenza dei presidenti delle Regioni discute l’ipotesi del ministero dell’Economia di mettere in bilancio gli ammortamenti, che porterebbe tutte le Regioni, o quasi, ai Piani di rientro

All’ordine del giorno anche la mobilità 2010, che le Regioni del Sud non vogliono firmare.

La Conferenza delle Regioni convocata per questa mattina ha due soli punti all’ordine del giorno: la copertura degli ammortamenti non sterilizzati al Tavolo di verifica degli adempimenti regionali e la mobilità sanitaria interregionale. Entrambi i temi investono sistema sanitario, e proprio per questo alla riunione di oggi parteciperanno, insieme ai presidenti regionali, anche gli assessori alla sanità.

Il primo punto è cruciale. Il ministero dell’Economia chiede da tempo che gli ammortamenti “non sterilizzati” siano inseriti nel calcolo dell’equilibrio finanziario regionale, ma fino ad oggi questa voce non era mai entratea nei bilanci regionali, né nelle trattative tra Stato e Regioni per la definizione del fabbisogno. Inoltre, in questi anni ogni Regione si è data regole proprie in merito ai bilanci, tanto da dover prevedere l’intervento di un decreto legislativo per l’“armonizzazione dei sistemi contabili” che però non ha ancora ottenuto l’intesa Stato-Regioni.

In ragione di questa prassi consolidata, la Commissione Salute delle Regioni ritiene che inserire oggi gli ammortamenti nei bilanci regionali produrrebbe “l’insostenibilità dell’intero sistema Regioni”, soprattutto considerando che il 2011 è stato l’anno in cui si è registrato il minore incremento di risorse degli ultimi 15 anni, solo lo 0,8% in più.

Inserire gli ammortamenti nei bilanci regionali porterebbe tuttele Regioni , o quasi, in una situazione di deficit. L’esito politico potrebbe essere paradossale: mentre si approvano i decreti sul federalismo fiscale, la materia che è già fortemente “federalizzata”, ovvero la sanità, tornerebbe sotto il controllo dello Stato centrale attraverso i Piani di rientro. O, in alternativa, si dovrebbe registrare il collasso della sanità regionale, per la sua insostenibilità economica.

Il secondo punto all’ordine del giorno è l’approvazione dei conteggi sulla mobilità regionale 2010 approntati dai tecnici regionali. Un atto scontato, ma che quest’anno registra l’opposizione di tutte le Regioni del Sud, che lamentano di dover pagare “a pie’di lista” le prestazioni ottenute dai loro cittadini in altre Regioni, mentre nello stesso tempo i Piani di rientro le costringono a ridurre i servizi offerti.

Nella Conferenza di oggi non si parlerà, invece, del riparto del Fsn 2011, se non indirettamente. Il tema non è ancora stato mai iscritto nell’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni, e dunque non è mai scattato il conto alla rovescia dei trenta giorni disponibili per trovare un accordo. Le Regioni del Sud, anche quelle a governo di centro destra, ritengono comunque imprescindibile una ripartizione che tenga conto del disagio sociale. Se la decisione sul riparto del Fsn 2011 dovesse passare al Governo questa richiesta dovrà essere valutata. In caso contrario, infatti, il federalismo fiscale potrebbe trovare nuovi oppositori anche all’interno della maggioranza.

Quotidianosanita.it – 10 marzo 2011

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