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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Regioni, Province e Comuni: appello bipartisan sulla manovra bis
    Notizie ed Approfondimenti

    Regioni, Province e Comuni: appello bipartisan sulla manovra bis

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche6 Settembre 2011Nessun commento4 Minuti di lettura
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    «Se il Governo ci chiama ed a qualche correzione con qualche copertura siamo pronti a metterci la faccia. Siamo parte della Repubblica e prima di tutto viene l’Italia», ha detto oggi il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, chiudendo la manifestazione unitaria di Comuni, Province e Regioni contro la manovra.

    Parlando dei tagli alle autonomie, Errani ha anche aggiunto che bisogna decidere «come fare il funerale al federalismo fiscale. Bisogna che il governo dica ai cittadini quali sono i servizi che riesce a garantire»

    E Regioni, Province e Comuni hanno inviato un appello bipartisan ai gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione affinché le norme contenute nellla manovra che non hanno immediato impatto finanziario vengano stralciate.

    L’Odg approvato prevede l’insediamento di un gruppo di lavoro con il compito di presentare al paese e alle istituzioni tre punti: un piano di integrazione delle politiche territoriali per rendere sempre più forte il sistema istituzionale territoriale, un progetto di riordino istituzionale e un piano di rilancio dell’economia e di infrastrutturazione del paese.

    Nell’appello si legge testualmente:

    – Che la manovra-bis non sia sostenibile e che sarà la causa di una forte contrazione delle prestazioni pubbliche sul territorio.

    – Che i servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese (TPL, Sanità, Sociale, Istruzione, Formazione, Lavoro, Ambiente, Viabilità) saranno ridotti e potranno inoltre essere oggetto di un forte aumento delle tariffe.

    – Che la spesa per investimenti subirà un’ulteriore sensibile contrazione, provocando effetti fortemente negativi sulla qualità della vita delle comunità locali e un accentuazione della crisi economica e produttiva e gravi problemi per le imprese e per l’occupazione.

    Denunciano

    – Che un ulteriore appesantimento del Patto di stabilità interno avrà effetti depressivi sull’economia e non consente alle amministrazioni che sono in condizioni di poter erogare servizi e realizzare opere pubbliche.

    – Che il blocco alla spesa per investimenti comporta un impoverimento delle città e dei territori italiani ed una contrazione della liquidità per le imprese.

    Propongono

    – Che la manovra-bis sia corretta attraverso una rimodulazione dei tagli che faccia perno su due criteri: 1. Diretta proporzione con la partecipazione alla creazione del deficit; 2. Diretta proporzione con la spesa pubblica amministrata sull’effettiva incidenza della finanza degli territoriali rispetto al complesso della finanza pubblica.

    – Che tutte le norme ordinamentali contenute nel disegno di legge (piccoli comuni, province, regioni, organizzazione, gestioni associate) siano stralciate.

    – Che siano modificate radicalmente le regole del Patto di stabilità con l’obiettivo di incentivare la spesa e di stimolare gli investimenti per la crescita in settori strategici per il progresso del Paese.

    – Che sia restituita piena autonomia agli enti territoriali e sia effettivamente riconosciuta la pari dignità istituzionale.

    – Che sia prevista l’istituzione entro 15 giorni di una Commissione mista paritetica con poteri e compiti straordinari alla quale affidare entro 3 mesi la funzione di proporre ed approvare un disegno di legge che contenga un piano di riordino istituzionale nazionale e territoriale con l’obiettivo di semplificare il rapporto fra cittadini e PA, aumentare l’efficienza e diminuire i costi anche della rappresentanza politica.

    Regioni Province e Comuni – è scritto nell’appello – rivolgono un appello bipartisan ai gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione affinche’ le norme contenute nel disegno di legge di conversione del decreto che non hanno immediato impatto finanziario vengano stralciate e anche a tal fine decidono di insediare un gruppo di lavoro congiunto avente il compito di presentare al paese e alle istituzioni:

    1.un piano di integrazione delle politiche territoriali al fine di rendere sempre più forte il sistema istituzionale territoriale;

    2.un progetto di riordino istituzionale;

    3.un piano di rilancio dell’economia e di infrastrutturazione del Paese.

    Ilsole24ore.com – 5 settembre 2011

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