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Relazione Privacy. Il garante Soro: «Proteggere i dati è salvaguardare una società sempre più vulnerabile»

di Lucilla Vazza. In un mondo in cui l’esposizione dei dati personali è diventata universale e costante, il ruolo delle istituzione deve farsi strategico. Perché la vulnerabilità dei dati diventa vulnerabilità delle persone. Lo dice con chiarezza il Garante Privacy, Antonello Soro, presentando la relazione annuale alla Camera dei Deputati.

E non bisogna essere hacker, esperti o utenti avanzati della rete per esporsi a violazioni. In ogni momento della nostra vita, tramite le comuni app degli smartphone o attraverso l’uso delle tecnologie sul posto di lavoro, siamo tutti connessi e “connettibili”. La relazione Privacy 2014

E, dunque, per definizione ciò che è connesso è vulnerabile. Ma tuttavia, Soro ha avvisato tutti a fare uno sforzo doppio: avviare un’educazione alla comunicazione “sostenibile”, e arrivare a una Kyoto dell’informazione, ma anche a non essere invasivi nei controlli. E il richiamo va ovviamente ai controlli a distanza sui lavoratori, su cui il Jobs Act, in uno dei decreti attuativi ora all’esame delle Camere, ha avviato la possibilità di mettere telecamere nei luoghi di lavoro per “spiare” i lavoratori.

Una possibilità di telecontrollo che potrebbe riguardare direttamente anche l’ambito della sanità. Per il Garante, l’esigenza di «un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti» da parte delle aziende «non deve tradursi in un’indebita profilazione delle persone che lavorano».

Il report di quest’anno non vuole però trasmettere una visione negativa e pessimista del mondo informatico in cui, volenti o nolenti siamo immersi, e anzi , Antonello Soro ha esortato nella presentazione del report: «A vivere responsabilmente il nostro tempo».

Focus sanità

Inevitabilmente parlando di dati personali, la sanità è investita in pieno sul fronte delle responsabilità, degli onori e oneri. L’Authority nel 2014 è stata chiamata a intervenire in diverse occasioni. Sotto la lente soprattutto le diffusioni indebite di informazioni di salute per esempio sui siti, nei concorsi pubblici o in altre occasioni connesse per esempio alla diffusione del Fascicolo sanitario elettronico.

Gli interventi dello scorso anno

L’anno scorso sono stati 628 i provvedimenti collegiali adottati dall’Autorità, che ha contestato 577 violazioni amministrative e riscosso sanzioni pari a circa 5 milioni di euro.

Il collegio ha risposto a 4.894 tra quesiti, reclami e segnalazioni su marketing telefonico (in forte aumento); credito al consumo; videosorveglianza; recupero crediti; assicurazioni; rapporti di lavoro; giornalismo; condominio.

I ricorsi

Sono stati decisi 222 ricorsi, riguardanti soprattutto banche e società finanziarie; datori di lavoro pubblici e privati; attività di marketing; editori (anche televisivi); compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici; informazioni creditizie; amministrazioni condominiali.

I pareri al Governo e al Parlamento

I pareri al Governo e Parlamento sono stati 22, relativi, in particolare, al processo telematico; all’informatizzazione delle banche dati della Pa; all’attività di polizia e sicurezza.

Il Sole 24 Ore sanità – 24 giugno 2015 

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