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Residui di farmaci veterinari, Efsa: registrata non conformità per composti ormonali, metalli pesanti e micotossine. Ma tassi di osservanza in genere elevati

Composti ormonali, metalli pesanti e micotossine. Sono queste le principali sostanze di cui il rapporto Efsa, pubblicato il 25 maggio scorso, sui residui di farmaci veterinari e sostanze non consentite in animali e alimenti di origine animale, ha individuato delle non conformità rispetto ai limiti stabiliti dal Regolamento Ue 37/2010.

Nel mirino, in particolare, i lattoni di acido resorcilico (composti ormonalmente attivi), alcuni metalli e micotossine. Le non conformità riscontrate sono solo lievemente superiori in relazione a quelle dei sette anni precedenti (2007-2013), in un contesto, oltretutto, di bassissime frequenze di sostanze proibite trovate nei campioni esaminati. Nel complesso, nel 2014 sono stati riferiti dati tratti da 730.000 campioni (un calo rispetto al milione e oltre di campioni della relazione dell’anno scorso, che era riferita ai dati del 2013) da 28 Stati membri dell’UE. Nel 2014 il livello di non osservanza nei campioni mirati (cioè campioni prelevati per rilevare l’uso illecito o verificare il mancato rispetto dei livelli massimi) è leggermente aumentato: dello 0,37%, rispetto allo 0,25% -0,34% dei sette anni precedenti. “La sintesi dei dati segnalati” sottolinea l’Efsa “indica elevati tassi di osservanza in genere e dimostra i punti di forza del sistema di monitoraggio dell’UE, nonché il suo contributo alla tutela dei consumatori”.

Il report

Da Panorama della sanità

16 giugno 2016

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