Breaking news

Sei in:

Resta la tassa sulla prima casa ma aumentano le detrazioni. Esonerati circa l’80% dei proprietari. Cuneo fiscale per le fasce più basse

Avanti tutta con la service tax ma esonerando un buon 80% dei proprietari di prima casa facendo leva sulle detrazioni. Sgravi fiscali per i lavoratori concentrati entro i 30mila euro di reddito.

Un pacchetto sviluppo articolato, con un fondo di garanzia statale per far ripartire il credito delle banche alle imprese, un altro fondo per gli investimenti finanziato con bond statali, sgravi sull’Irap e innalzamento della soglia di deducibilità dell’Imu sui capannoni. Magari dando il via libera alla mini-sanatoria sulle cartelle esattoriali. Purché il colpo di spugna si limiti a sanzioni e interessi, senza decurtare del 20% i tributi da versare, come prevede un emendamento del Pdl. Dopo un vertice tra governo e relatori di maggioranza e voli di pacieri del Pd in soccorso delle “colombe” del Pdl, la manovra si avvia ad essere riscritta. Se non da capo a piedi poco ci manca. Il Parlamento avrebbe mano libera con gli emendamenti (ieri un terzo dei tremila presentati in commissione bilancio è stato dichiarato inammissibile), lasciando a una decina di modifiche a firma del Governo il compito di riscrivere il resto e magari di introdurre un antipasto di spending review.

Casa

Seppellito il Tuc, al di là delle difese di facciata anche l’ala governativa del Pdl sembra aver accettato di ripartire dalla Trise contenuta nella legge di stabilità. Che per la componente Tasi sui servizi indivisibili, quella che di fatto sostituisce l’Imu, cambierebbe però pelle, grazie al ritorno delle detrazioni fiscali, che alla fine dovrebbero esentare larga parte dei proprietari di prima casa. Si parla di 50 euro di detrazione per ogni punto di aliquota, il che vorrebbe dire prevedere una soglia di esenzione da 50 appunto, fino a 125 euro con l’aliquota massima al 2,5 per mille. «Che alla fine potrebbe però essere anche ridotta, trovando le giuste compensazioni per i Comuni», rivela uno dei relatori, il Pd Giorgio Santini. Altri 12 euro e 50 di detrazioni potrebbero arrivare per ciascun figlio a carico, fino a 4.

Cuneo fiscale

Si conferma l’idea di concentrare gli sgravi per i lavoratori dipendenti entro la soglia dei 30mila euro, erogando il taglio Irpef tutto in una tranche, in media da 200 euro. Per accontentare le colombe del Pdl il fondo di produttività verrebbe innalzato da 600 a 8-900 milioni, così come richiesto da Sacconi.

Imprese e sviluppo

La novità dell’ultima ora è quella di un Fondo per favorire gli investimenti da parte della Cassa depositi e prestiti. L’operazione verrebbe finanziata con l’emissione di titoli di Stato, «con la garanzia di un rendimento minimo», spiega Santini. Lo stesso relatore conferma che si va verso un aumento della deducibilità fiscale dell’Imu sui beni strumentali delle imprese. La soglia oggi è del 20% domani potrebbe salite al 30. Quasi certo è anche l’innalzamento della franchigia (la soglia sotto la quale non si paga) sull’Irap, che oggi è di 10.500 euro. Si stanno facendo i conti perché la misura va compensata riducendo la sgravio dei contributi Inail per le imprese. Altro piatto forte è l’allentamento del credit crunch. «Siamo d’accordo con il Pdl per introdurre nella legge di stabilità un fondo di garanzia statale che faccia ripartire la concessione di crediti da parte delle banche», assicura la vice capogruppo Pd alla Camera, Paola De Micheli. Il sistema sarebbe più o meno questo: le banche fanno prestiti e lo Stato garantisce per la quota a rischio di insolvenza. E’ poi in arrivo il rifinanziamento del fondo di garanzia per le imprese e dei Confidi, «per una cifra superiore ai 700 milioni richiesti dalle categorie», promette l’altro relatore in quota Pdl, Antonio D’Ali.

Regioni e Sanità

Sempre D’Alì firma l’emendamento che aprirebbe la strada alle macro-regioni sanitarie, «con una massa critica da 6 a 13 milioni di abitanti» per avere maggiori «economie di scala». Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, dal canto suo dichiara di aver avuto garanzie sul fatto che non ci sarà più il taglio dei fondi per i trasporti e la non autosufficienza, che verrà allentato il Patto di stabilità interno e che il Governo farà il decreto sull’Iva, che dovrebbe far transitare un po’ di beni da un’aliquota all’altra. Sui farmaci si profilano aste di acquisto regionali per risparmiare 300 milioni da reinvestire nell’assistenza domiciliare dei malati cronici più gravi. Le aste avverrebbero per prodotti terapeuticamente equivalenti. Tipo: tra tutti gli anti infiammatori si acquista quello con il prezzo più basso. Ipotesi cha fa tremare i polsi agli industriali della pillola.

La Stampa – 15 novembre 2013 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top