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Rientro in ufficio, meno smart working e riapertura scuole: perché settembre sarà uno stress test per il Covid. Sono molti i fronti aperti. Con in più il problema che saremo in piena campagna elettorale

Sono molti i fronti aperti. Con in più il problema che saremo in piena campagna elettorale. Anche se il governo Draghi, in carica per gli affari correnti, ha i poteri di gestire eventuali emergenze

Meno smart working, rientro a scuola, vaccini. Sono molti i fronti aperti che portano a dire che settembre sarà uno stress test sul fronte del Covid. Con in più il problema che saremo in piena campagna elettorale. Anche se il governo Draghi, in carica per gli affari correnti, ha i poteri di gestire eventuali emergenze

Smart working senza proroghe, si ritorna a patti con azienda

Partiamo dal lavoro. Con la mancata proroga del diritto allo smart working per i lavoratori fragili e per i genitori di figli minori di 14 anni -, annunciata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando nel Dl Aiuti bis, ma non contenuta nel testo licenziato dal consiglio dei ministri -, nel settore privato per queste due categorie di lavoratori dallo scorso 31 luglio è venuta meno la tutela della legge. Devono dunque rientrare in presenza. Molti però sono in ferie ad agosto. Perciò il rientro in presenza stabile in ufficio vero e proprio scatterà a settembre. Nelle imprese che hanno siglato un accordo aziendale con le rappresentanze sindacali che disciplina il lavoro agile, questi lavoratori dovranno rientrare secondo le modalità previste dalle intese.

A decorrere dal 15 ottobre 2021 la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni pubbliche è quella svolta in presenza. Ma ci sono ministeri in cui sono stati firmati accordi individuali che prevedono una media di due giorni a settimana di lavoro agile.

Mascherina ancora raccomandata al lavoro

Con quali norme sul fronte sicurezza avverrà il rientro in ufficio o in azienda a settembre? Sempre con una forte raccomandazione all’uso della mascherina Ffp2, che, come recita il protocollo di aggiornamento anti- Covid negli ambienti di lavoro approvato il 30 giugno da sindacati e associazioni di categoria, restano «un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nelle fabbriche e negli uffici, soprattutto in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative». La misura resta valida fino al 31 ottobre. Sarà infatti ridiscussa solo entro quella data, alla luce del quadro epidemiologico.

Mentre nel settore pubblico resta in vigore la circolare di aprile del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che raccomanda l’uso delle mascherine Ffp2, in particolare per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive; per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più; per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti

Ffp2 obbligatorie sui mezzi di trasporto fino al 30 settembre

Va ricordato inoltre che, dopo lo stop alle mascherine sugli aerei, le Ffp2 restano obbligatorie sui mezzi pubblici (treni, tram, autobus, metropolitane) fino al 30 settembre. Prorogato a fine mese anche l’utilizzo obbligatorio di mascherine negli ospedali e nelle Rsa.

Senza mascherina a scuola

C’è poi l’incognita del rientro in classe, dove, in base alle indicazioni messe a punto dall’Iss, non c’è più l’obbligo di mascherina per gli studenti, ma Ffp2 solo per i fragili (personale e studenti) che rischiano la malattia grave. Ci sarà da monitorare se l’abbandono delle mascherine possa causare un aumento dei contagi.

A settembre i vaccini aggiornati contro le varianti

Né può essere trascurato il tema delle nuove vaccinazioni per affrontare potenziali ulteriori ondate. È scattata da tempo la corsa per avere i nuovi vaccini anti Covid. Anche se la curva dei contagi ora è in forte calo, si è iniziato a lavorare sulla campagna di autunno, per proteggere i più deboli nel caso si presenti un’altra ondata importante, come prevedono diversi esperti. Ema, l’agenzia del farmaco europea, è pronta ad approvare a settembre i nuovi vaccini bivalenti, cioè in grado di provocare una reazione immunitaria contro il virus originale, cosiddetto Wuhan, e anche contro le sottovarianti Omicron. Si chiarirà a breve se offrire la somministrazione agli over 50 oppure agli over 60.

Le nuove regole in arrivo sulla quarantena light

Settembre dovrebbe essere infine il mese per testare le nuove regole in arrivo (se ne parla ormai da settimane) sulla quarantena con tempi ridotti. Oggi, dopo un tampone positivo, devono passare minimo sette giorni prima di poter tornare in libertà, sempre che un altro test accerti che ci si è negativizzati. Ma con Omicron 5 molti non hanno accusato sintomi o comunque ne hanno avuti di lievi, scoprendo di essere positivi dopo diversi giorni. Le regole dovrebbero cambiare così: chi non ha più sintomi da 48 ore e risulta negativo a un tampone eseguito comunque in farmacia, all’Asl o dal medico, potrà uscire subito dall’isolamento.

Il Sole 24 Ore

 

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