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Rifiuti a peso d’oro. Il vero salasso sarà la super-Tares. A dicembre arriva la tassa in versione rincarata

Altro che Imu, a dicembre sarà la super-Tares sui rifiuti, nella versione rincarata dai Comuni, a dissanguare le tredicesime degli italiani. Un antipasto della futura service tax che con il saldo 2013 da versare entro dicembre costerà in media 281 euro a famiglia, stima il servizio politiche del territorio della Uil che ha curato l’indagine.

Tanto per fare un raffronto la famigerata Imu sulla prima casa lo scorso anno era costata in media 225 euro, 56 in meno della nuova Tares che porterà nelle casse pubbliche 2,3 miliardi in più rispetto alla vecchia tassa rifiuti. Si perché la nuova imposta da un lato dovrà coprire per intero il servizio smaltimento rifiuti, dall’altro con un balzello di 30 centesimi a metro quadro finanzierà i cosiddetti servizi indivisibili. Cose come illuminazione, strade, sicurezza, che già oggi paghiamo con le addizionali comunali Irpef. Ma la stangata di dicembre è solo l’antipasto della nuova service tax, che secondo le previsioni il prossimo anno porterà quei 30 centesimi a un euro a metro quadro per garantire i 2,3 miliardi di gettito della abrogata Imu sulla prima casa non rifinanziati dal Governo. Della service tax intanto gli inquilini faranno un primo amaro assaggio quest’anno con il pagamento di quei 30 centesimi a metro quadro. In base al principio fiscale benedetto dall’Europa del “chi più utilizza i servizi più paga”, la Tares quest’anno sarà infatti dovuta tanto dagli inquilini che dai proprietari. Poi nel 2014 i “servizi indivisibili” dovrebbero essere addossati per l’80% ai proprietari e per il restante 20 agli affittuari. Ma tornando al presente c’è da dire che il salasso Tares non sarà ovunque uguale. La tassa si paga infatti sulla base di un mix tra i metri quadri e il numero dei componenti che abitano nella casa che viene deciso dalle singole amministrazioni. In alcuni comuni, come Milano e Venezia, pagherà di più chi abita in case “large”, in altri come Firenze e Bologna il conto sarà più salato per le famiglie numerose. Una cosa però sembra certa: quasi ovunque si pagherà di più. Le rilevazioni della Uil, fatte su un appartamento tipo di 80mq abitato da 4 persone, dicono che in 36 città capoluogo dove si è già deliberata la nuova tariffa i ritocchi sono stati tutti all’insù, ad eccezione di Varese. L’aumento medio sarà del 23,5% rispetto alla vecchia tassa sui rifiuti, percentuale equivalente a 66 euro. Una stangata della quale i contribuenti fino ad ora non si sono resi conto, perché tutti i comuni, ad eccezione di Pavia, non hanno fatto scattare gli aumenti sulle due rate di acconto già riscosse, scaricando tutto sul saldo di dicembre. Quando in media a saldo si pagheranno 144 euro anziche’ i 77 che si sarebbero dovuti con le vecchie aliquote. Ma gli aumenti striscianti non finiscono qui. I Comuni a corto di risorse stanno già rivedendo all’insù le addizionali Irpef, con aumenti medi di 23 euro a contribuente. Un terzo ne ha già deliberato l’aumento,altri stanno pensando di farlo. A Milano, secondo la Uil, si potrebbero pagare 30 euro in più di Irpef e a Roma addirittura 69 per coprire un buco di oltre 800 milioni. Per non parlare della addizionali regionali. Per turare le falle dei traballanti conti sanitari le Regioni le stanno aumentando quasi ovunque e i 388 euro di quest’anno, già in aumento rispetto allo scorso anno, minacciano di diventare 529 euro nel 2014. “In sostanza – chiosa Guglielmo Loy, segretario confederale Uil- tra aumenti Tares e Irpef il rischio, soprattutto per dipendenti e pensionati, è di non ottenere alcun beneficio dall’eventuale abrogazione dell’Imu”. Che forse qualcuno a dicembre rimpiangerà.

La Stampa – 29 settembre 2013 

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