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Riforma assistenza territoriale imposta dalle Regioni: «Per i medici solo doveri dal riordino»

No ai «doveri dei dipendenti senza le tutele», agli obblighi (delle cure H24, dell’adesione ai modelli regionali) senza i diritti. I medici di famiglia non ci stanno a una riforma dell’assistenza territoriale imposta dalle Regioni. E vanno all’attacco, minacciando non solo lo sciopero ma un’operazione verità sulla malagestione locale.

All’indomani dell’anticipazione dell’atto di indirizzo per la riscrittura delle convenzioni con il Ssn (si veda Il Sole-24 Ore di ieri) è un fiume in piena Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di base.

Governatori e assessori: i vostri peggiori nemici?

Contestiamo la chiusura e l’arroganza. Formalmente dicono di rispettare il nostro profilo giuridico di professionisti convenzionati ma in modo insidioso vogliono stravolgerlo, legittimando ciò che alcune Regioni stanno facendo violando gli accordi collettivi.

Vi vorrebbero tutti dipendenti come gli ospedalieri?

Alcuni assessori sì. Se ci proponessero la dipendenza, comunque, ci siederemmo a un tavolo a ragionare. Sarebbe la morte della medicina generale e del rapporto di fiducia con il paziente, ma lo faremmo. Il fatto ipocrita è che nessuno intende offrircela: vogliono proporci soltanto i doveri e gli inconvenienti della dipendenza senza le tutele.

Le Regioni chiedono di usare le attuali indennità dei medici di famiglia per finanziare le nuove aggregazioni mono e multiprofessionali.

Mi sembra un percorso impraticabile anche sul piano giuridico.

Ma non è che i medici troppo a lungo hanno intascato incentivi senza cambiare?

Il sindacato l’ha considerata una delle criticità a cui bisognava rimediare. Non ci sentiamo però di essere gli unici responsabili: a volte gli incentivi sono stati offerti come”contentino” di fronte a richieste di riorganizzazione impegnative in cui le Regioni non hanno voluto imbarcarsi.

Che cosa succede se il confronto si arena?

Lo sciopero è il minimo. Noi stiamo pensando ad azioni più disturbanti. Un’operazione verità sulla malagestione in alcune Regioni, perché i cittadini devono sapere.

Gli ospedali chiudono ma le tanto annunciate cure territoriali H24 non si vedono. Questa è la partita decisiva?

Lo spero. Mi auguro che il Governo voglia dare un’impronta al Patto per la salute e l’atteggiamento del ministro Lorenzin ce lo fa sperare.

Il Sole 24 Ore – 8 novembre 2013 

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