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Riforma del Codice della strada: ricorsi più semplici contro le multe

Sospensioni, ritiri e revoche della patente anche per i minorenni, ricorsi più semplici contro le multe, nuovi controlli automatici sulle infrazioni (soprattutto dei mezzi pesanti) e riordino di varie norme, soprattutto su veicoli e segnaletica. Sono i punti principali dello schema di disegno di legge delega che il Governo ha esaminato stamattina.

Essendo un esame preliminare, i tempi non sono ancora maturi per trasmettere il testo al Parlamento (anche se il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha dichiarato oggi in conferenza stampa che il provvedimento è «urgentissimo»), dove peraltro c’è già da un mese un’analoga proposta di legge presentata in commissione Trasporti da un gruppo di deputati. Rispetto a quest’ultima, lo schema portato dal Governo (che probabilmente è quello destinato ad andare avanti nell’iter parlamentare) è più breve e “vago”.

Più precisa è invece la parte relativa ai minorenni: viene specificato espressamente che s’intende derogare al principio generale dettato dalla legge 689/81, secondo cui sotto i 18 anni non si può essere colpiti da sanzioni amministrative. La derogaintende applicare ritiro, sospensione, revoca e decurtazione punti anche alle patenti dei minorenni, chiudendo finalmente il cerchio degli inasprimenti previsti oggi dal Codice nei confronti dei giovani e applicabili solo a quelli che hanno più di 18 anni. Attualmente, per i minorenni l’unico deterrente di rilievo è la revisione della patente (cioè l’obbligo di ripetere gli esami, ma senza restare appiedati nel frattempo) quando commettono un’infrazione normalmente punita con la sospensione della patente.

La revisione è in vigore appena dallo scorso 19 gennaio, ma non si può parlare ancora di un ennesimo cambio in corsa. Infatti, la riforma delle sanzioni prevista dal disegno di legge esaminato oggi dal Governo potrebbe avere tempi lunghi o non concretizzarsi affatto (è già accaduto in altre occasioni).

Secondo la tempistica contenuta nel testo, il Governo dovrebbe adottare il Dlgs (decreto legislativo che riscrive nei dettagli il Codice seguendo i criteri di delega approvati dal Parlamento) entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge delega. Naturalmente in tutto questo tempo tutto può accadere. Compreso il fatto che una crisi politica o altri fattori facciano abbandonare la delega.

Inoltre, i criteri di quest’ultima potrebbero essere modificati in Parlamento nei prossimi mesi.

Il Sole 24 Ore – 27 luglio 2013 

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