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Riforma della Pa. Ecco la nota informativa di Fvm sugli articoli del decreto 90/2014 che interessano il personale del Ssn

riforma pa vignetta nuovaFvm ha elaborato una nota informativa per i propri iscritti sugli articoli che interessano il personale del Sistema sanitario nazionale contenuti nel decreto legge n. 90/2014 “Misure urgenti per il sostegno della Pa e per il sostegno dell’occupazione”, avviato all’esame del Parlamento che entro sessanta giorni dovrà provvedere alla conversione in Legge. La scadenza prevista è il 23 agosto. Giovedì 10 luglio alle 17 in commissione Affari costituzionali della Camera si conclude la discussione generale sul decreto legge e scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Una delle novità più importanti introdotte dal testo riguarda la mobilità obbligatoria dei dipendenti pubblici che si applica anche agli enti del Ssn. Intanto anche il Consiglio nazionale Fvm, in seno a Cosmed, sta lavorando agli emendamenti da proporre ai lavori parlamentari.

ARTICOLO 1

Disposizioni per il ricambio generazionale per la Pubblica amministrazione

L’articolo 1 disciplina le uscite dalla Pubblica Amministrazione, ma non prevede il reinvestimento dei risparmi ottenuti per la stabilizzazione dei precari e per nuove assunzioni.

E’ abolito il trattenimento in servizio ex art.16 Dlgs 503/1993 (possibilità discrezionale per il datore di lavoro di trattenere in servizio, a domanda, fino a 67 anni, a prescindere dell’anzianità lavorativa o contributiva) e i trattenimenti in servizio devono cessare tassativamente entro il 31 ottobre 2014 (comma 2).

Il provvedimento ha limitati effetti sul Ssn che dispone nel merito di una norma speciale (art. 22 comma 1 legge 183/2010) che consente la permanenza in servizio fino al 40°anno di servizio effettivo entro i 70 anni per i dirigenti del ruolo sanitario, ma non per la dirigenza amministrativa, tecnica e professionale. Tale norma non risulta abrogata.

Il comma 5 ribadisce la possibilità per il datore di lavoro di licenziare, con 6 mesi di preavviso, i dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche che hanno raggiunto l’età pensionabile (per il 2014 e 2015 un età di 66 anni e 3 mesi a prescindere dall’anzianità contributiva o lavorativa oppure al raggiungimento di una contribuzione complessiva, compresi i riscatti, di 42 anni e 6 mesi per gli uomini o 41 anni e 6 mesi per le donne, e una età di 62 anni per entrambi) estendendola ai “dirigenti medici responsabili di struttura complessa”.

La norma risulterebbe in contrasto sia con la legge 183/10 che consente, a domanda, la permanenza in servizio fino al 40° anno di servizio effettivo, sia con i contratti individuali di prolungamento eventualmente sottoscritti che potrebbero dar luogo a istanze risarcitorie in caso di recesso unilaterale del contratto.

Tutto ciò, collegato al fatto che le amministrazioni “possono”  ma non “devono” esercitare l’opzione di licenziamento, rende di difficile applicabilità la norma.

Infine, la cosiddetta “rottamazione” viene realizzata mediante una proroga degli effetti dell’articolo 72, comma 11, della legge 133 /08 che limita tale facoltà al 31.12.2014, termine ultimo per esercitare la facoltà di recesso con 6 mesi di preavviso.

ARTICOLO 3

Semplificazione e flessibilità del turn over

Ai sensi del comma 5, per gli anni 2014-2015 le Regioni con piano di rientro possono procedere ad assunzioni a tempo indeterminato nel limite del 60% della spesa relativa al personale cessato l’anno precedente. Tale percentuale è aumentata all’ 80% per gli anni 2016 e 2017 e al 100% a partire dall’anno 2018.

Si tratta di un miglioramento rispetto alla norma generale che resta confermata per le amministrazioni centrali dello Stato e prevede un turnover del 20% per il 2014, del 40% per il 2015, del 60% per il 2016, del 80% per il 2017 e del 100% a partire dal 2018.

A decorrere dal 2014 è consentito il cumulo delle risorse, aumentando le possibilità di assunzione.

ARTICOLO 4

Mobilità obbligatoria e volontaria

La norma intende favorire nuove collocazioni del personale della pubblica amministrazione favorendo i processi di mobilità volontaria tra amministrazioni pubbliche e disciplinando la mobilità d’ufficio. La mobilità, obbligatoria e volontaria, riguarda solo i dipendenti con rapporto di lavoro contrattualizzato (esclusi gli universitari) tenendo conto della corrispondenza delle qualifiche tra comparti. Le PA sono tenute a pubblicare sui propri siti istituzionali i bandi di mobilità contenenti criteri e requisiti necessari. Viene definita la possibilità di mobilità obbligatoria nello stesso comune in cui si lavora ed entro un raggio di 50 km. L’espletamento delle complesse procedure di mobilità, preliminari all’avvio delle procedure concorsuali, implementa l’iter burocratico rallentando ulteriormente la stabilizzazione dei precari e le nuove assunzioni.

ARTICOLO 6

Divieto di incarichi dirigenziali ai soggetti in quiescenza

La norma vieta di conferire a tutti i pensionati pubblici e privati incarichi di studio, di consulenza, nonché incarichi dirigenziali, direttivi o cariche in organi di governo, non solo presso le pubbliche amministrazioni, ma anche presso tutti gli Enti ricompresi nel conto economico della p.a. e nell’elenco Istat (ordini professionali le casse di previdenza e assistenza compresi). Sono comunque consentiti gli incarichi e le cariche a titolo gratuito. Il divieto riguarda tutti gli incarichi e le cariche conferite a partire dal 24.6.2014, salvaguardando quelli in corso fino a scadenza del mandato.

ARTICOLO 7

Prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni

I contingenti complessivi delle prerogative sindacali attualmente vigenti ai sensi dei CCNQ in tutte le amministrazioni pubbliche saranno dimezzati a far data dal 1 settembre 2014. Va ricordato che il governo ha sottoscritto con la dirigenza un contratto nazionale quadro, valido fino al 31.12.2015 e che pochi giorni dopo la sottoscrizione (5 maggio 2014) tale accordo quadro è stato vanificato dal Decreto Legge 90/2014. Con questo precedente, se non saranno accolte le nostre richieste di emendamento del Decreto Legge sarà difficile sottoscrivere in futuro qualunque accordo. Tra l’altro il taglio dei permessi non consente di soddisfare le previsioni minime di agibilità sindacale sancite dallo Statuto dei Lavoratori per tutti i dipendenti pubblici e privati (almeno un ora di permesso annuo per ogni dipendente in servizio art. 23 legge 300/70). Si tratterebbe di una discriminazione inaccettabile del settore pubblico rispetto al settore privato.

ARTICOLO 15

Disposizioni urgenti relative a borse di studio per le scuole di specializzazione medica

La norma stabilisce che la riduzione di un anno della durata delle scuole di specializzazione medica si applica a partire dall’anno accademico 2014-2015. Vengono stanziati 6 milioni di euro per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 1,8 milioni per il 2016 al fine di portare da 3.300 a 5.000 le attuali borse di studio. Il contributo massimo richiesto ai singoli candidati per l’iscrizione alle prove di ammissione è stabilito in 100,00 euro.

ARTICOLO 27

Disposizioni di semplificazione e razionalizzazione in materia sanitaria

Nel 2012, con l’intento di dare risposta agli esercenti le professioni sanitarie che non riescono a trovare sul mercato un’adeguata copertura assicurativa, la legge Balduzzi aveva costituito un apposito fondo di garanzia, “demandando all’atto regolamentare la determinazione dei casi nei quali, sulla base di definite categorie di rischio, il professionista dovrà essere garantito”. L’accesso al fondo di garanzia sarà consentito “nei limiti delle risorse del fondo stesso”.

Sarà il Dpcm – che deve essere adottato su proposta del ministro della Salute, sentita l’Ania, le Federazioni degli Ordini e dei Collegi e i sindacati più rappresentativi – a chiarire i requisiti per accedere.

Si prevede, infine, che il contributo dei professionisti ammessi all’accesso non sarà più stabilito “in sede di contrattazione collettiva”, visto che in questo modo “si allungherebbero sensibilmente i tempi di attuazione del decreto, ma “nella misura determinata dal soggetto gestore del fondo”.

Significativa novità in materia assicurativa è la decisione di abolire l’obbligo di assicurazione per i professionisti sanitari che sarebbe dovuto scattare il prossimo 15 agosto.

7 luglio 2014 

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