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Riforma Pa, chiusa la consultazione on line. Mobilità, esoneri dal servizio, dirigenti, permessi: la top ten delle risposte

madia 11Si chiude la consultazione partecipata sulla Pubblica amministrazione lanciata a fine aprile dal governo Renzi. Poco meno di 40 mila le mail che sono arrivate direttamente all’account rivoluzione@governo.it attivato dall’esecutivo. «La consultazione sui quarantaquattro punti», ha fatto sapere il ministro della funzione pubblica Marianna Madìa, «si è chiusa il 30 maggio con 39.343 e-mail». Un buon risultato per il Dipartimento che fa capo a Palazzo Chigi. «Idee, proposte, anche critiche», scrive la Madìa, «che stanno aiutando il governo a realizzare una riforma migliore e partecipata. Comunicheremo al più presto», aggiunge il ministro, «il report sui primi esiti della consultazione e, come abbiamo indicato, il 13 giugno verranno varate le prime misure di riforma della pubblica amministrazione».

Ma qualcosa sui contenuti delle migliaia di mail arrivate alla funzione pubblica trapela. Il sentiment per la riforma espresso dagli italiani risulta essere positivo. Ricambio generazionale, lotta agli sprechi e trasparenza della Pa sarebbero i temi che hanno suscitato maggiore interesse. Più nel dettaglio, le quasi 40 e-mail spedite all’account di posta elettronica del governo si sono concentrate su una decina di punti sui quarantaquattro complessivi. In testa alla top ten figurano la modifica dell’istituto della mobilità volontaria e obbligatoria, l’abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio e l’eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle Camere di commercio.

I TEMI DIBATTUTI

Anche la possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, l’introduzione dell’esonero dal servizio e la riduzione del 50 per cento del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego, sono stati dei punti molto commentati. Grande successo poi per il Pin elimina code, i criteri che regolano la valutazione del lavoro svolto da parte dei manager dello Stato e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Le donne hanno chiesto in particolare di agevolare il lavoro part-time e di portare gli asili nido nelle amministrazioni. Ma i suggerimenti rosa rappresentano una fetta esigua dell’intera torta, appena superiore al 20 per cento. Sono stati soprattutto i maschi residenti al Nord ad avere interagito con il Dipartimento della funzione pubblica. Ma al Sud e nelle isole la partecipazione è stata comunque buona. Circa il 30 per cento delle mail proviene dal meridione. A suo tempo il ministro Marianna Madia aveva promesso che tutte le mail sarebbero state aperte (in occasione delle precedenti consultazioni non sempre è stato così).

GLI STRUMENTI

Il Dipartimento di metodi e modelli per l’economia, il territorio e la finanza dell’Università La Sapienza di Roma ha messo a disposizione del ministero gli strumenti del «text mining» per una lettura automatica delle mail, eseguita alla fonte, grazie alla quale è stato possibile catalogare le lettere sia in base alla loro rilevanza che al tema trattato. Nella comunicazione diffusa ieri il ministro della funzione pubblica ha voluto indirizzare «un ringraziamento particolare ai tanti dipendenti pubblici, sindacati e associazioni, che hanno partecipato con la ricchezza delle proprie idee».

Il Messaggero – 1 giugno 2014 

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